Trovare casa a Barcellona: riuscirci in una settimana e convincere il padrone di casa a scegliervi

trovare casa a Barcellona in una settimana

A volte certi cambiamenti arrivano senza che li si cerchi in maniera particolarmente affannosa.
Un anno e mezzo fa esatto avevo lasciato Barcellona, a malincuore, pensando che si fosse chiusa un’epoca.
Qualche giorno fa, 5 anni dopo averlo fatto in solitaria con un solo backpack sulle spalle, sono ritornata a Barcellona per con un nuovo biglietto di sola andata. Ma non più sola. Con me, 3 valigie fatturate con Vueling, 2 bagagli a mano, e un Messicano – il Guerriero.
Che vista la mia mano debole, si è pure smazzato gran parte del nostro trasloco, il sant’uomo.

Il nostro ritorno a Barcellona era proprio fuori dal radar: il Guerriero, dopo un anno e mezzo di ricerca di lavoro, con cv inviati a ogni capo del mondo – letteralmente – ha ricevuto l’offerta più concreta dalla città di cui siamo entrambi innamorati. Un sanissimo triangolo amoroso.
Ma questo ritorno in terra catalana non è stato tutto rose e fiori, ci mancherebbe.
In questo preambolo manca infatti la parte peggiore del ri-trasferimento in Catalogna, la fase preparatoria al nostro trasloco: trovare un nuovo appartamento a Barcellona in una settimana.

Alla ricerca del tesoro: affittare casa a Barcellona – edizione 2017

Vi ricordate quando l’anno scorso ho scritto il vademecum della ricerca casa a Barcellona?
Le sue fondamenta sono ancora valide, ma ci sono stati alcuni cambiamenti importanti che giustificano questo nuovo post.

Premessa

Il nostro contratto d’affitto a Genova scadeva il 31 ottobre, ma la nuova casa a Barcellona andava trovata prima di questa data.
Volevamo inoltre evitare di fare i nomadi per troppo tempo in casa di amici: che va bene che mi casa es tu casa (e mai finirò di amarli per l’applicazione spassionata di questo principio), ma io dopo un certo tot di giorni in casa d’altri mi sento puzzare, divento il pesce del proverbio, e mi viene la malinconia.
Avevamo poi dei tetris organizzativo-burocratici da considerare.
E insomma: disponevamo di un tempo veramente contato, per cui ci siamo buttati a capofitto nella nuova ricerca.

La mission (quasi) impossible: trovare casa a Barcellona in una settimana

La situazione generale degli affitti a Barcellona è peggiorata tantissimo, in un anno e mezzo.
L’aumento spropositato dei prezzi ha avuto come effetto quello di rendere la ricerca un vero terno al lotto.
Nella nostra settimana di ricerca casa, ho avuto più volte la sensazione di partecipare a un casting.
Le agenzie immobiliari (e i padroni di casa) si sono fatte diffidenti ed estremamente selettive.
È quindi importante affrontare lo stress della ricerca casa a Barcellona sapendo a cosa si va incontro, e seguendo una piccola strategia organizzativa, soprattutto se – come noi – non avete molto tempo per trovare un tetto sotto cui dormire.
Ecco come io e il Guerriero siamo riusciti a trovare casa in una settimana:

1. Ci siamo concentrati su pochi siti web di annunci di case

Di siti web per trovare casa ce ne sono a bizzeffe, e ognuno ha i suoi preferiti.
Per esperienza, io continuo a prediligere su tutti Idealista.es
Al secondo posto, Fotocasa.es, ma qui – non so perché – sembra che i prezzi siano mediamente più alti.
Qualunque sito decidiate di usare, considerando il proliferare impazzito del mercato immobiliare a Barcellona, vedrete che gli aggiornamenti degli annunci sono molto frequenti.
Se state dietro a tutti i siti, rischiate di impazzire.
Scegliete al massimo 3 siti e iscrivetevi alla loro newsletter via email, cosí vi arriveranno le notifiche di nuovi annunci nella casella di posta (spoiler: ne cancellerete quasi il 90%, ma almeno vedrete subito l’annuncio della vostra casa del cuore, appena sfornato).

2. Abbiamo usato i filtri dei siti di ricerca con oculatezza (e smesso di cercare casa in centro)

Parliamoci chiaro: tutti vogliamo un appartamento decente che non ci costi un rene.
Ma al momento i prezzi delle case a Barcellona sono fuori controllo.
Per valutare da voi il costo della vita aggiornato a Ottobre 2017, fate clic qui (notate il dato della sezione Rent per month).
Magari state facendo questa ricerca da soli, e vi va bene una scatola di fiammiferi come il mio vecchio appartamento de La Barceloneta; oppure siete in coppia, e avete voglia di un appartamento che dia spazio a entrambi; oppure avete figli, e la camera per i bambini è un obbligo.
Qualunque sia la vostra esigenza trasformatela in un filtro di ricerca per gli annunci online: delimitate il campo, fatevi una lista di caratteristiche dell’appartamento ideale, e cercate in base a quelle.
Bastano poche informazioni: prezzo massimo, dimensione minima e zona della città.

La nostra ricerca prevedeva: max 900 euro, minimo 60 mq, in qualsiasi zona della città.
Purtroppo, per quanto io ami la Ciutat Vella, San Antoni o il Poblenou, le zone cool della città sono ormai off limit in termini di prezzo.
Trovare un appartamento per una coppia come noi, con uno spazio adatto alla vita di tutti i giorni ma anche al lavoro da casa, ha significato rinunciare alle nostre zone preferite.
Il che è anche positivo: ci sono ancora tanti posti di Barcellona che ho solo sentito nominare, ma di cui so che ci si vive bene.
Essere schizzinosi sui quartieri in cui vivere non è più un’opzione, se avete a cuore il portafogli.

3. Abbiamo organizzato le visite agli appartamenti con un planning online

Qui viene fuori la mia anima nerd.
In passato gestivo la ricerca casa direttamente da Gmail, assegnando un’etichetta agli annunci e alle risposte dei proprietari/agenzie.
Poi mi appuntavo su un quaderno i numeri chiamati e gli appuntamenti presi.
Peccato che le cose siano un po’ cambiate, e quasi nessuno risponde più alle richieste via email.
Le richieste di case in affitto sono così tante, che chi offre non si scomoda più a scrivere.
È già tanto che rispondano al telefono e vi fissino un appuntamento.

Tutta questa comunicazione telefonica, quindi, andava messa in ordine e condivisa in tempo reale fra me e il Guerriero.
Qui ci è venuto in aiuto Trello, che è uno strumento online di organizzazione degli impegni.
Io lo uso tutti i giorni per lavoro, ma è super versatile e si può applicare a qualsiasi ambito: il funzionamento si basa su lavagne virtuali che contengono delle schede trascinabili.
Noi abbiamo creato la lavagna Ricerca casa a Barcellona e dentro ci abbiamo infilato diverse colonne: annunci di case interessanti; appuntamenti fissati; numeri da richiamare; appartamenti che ci sono piaciuti.
Ogni scheda può essere commentata dalle persone che partecipano alla stessa lavagna virtuale, quindi è molto utile per organizzare i lavori di gruppo.
Nel nostro caso, sia io che il Guerriero potevamo cercare autonomamente annunci interessanti, fissare gli appuntamenti e commentare/spostare le schede da una categoria all’altra, vedendo la situazione globale sia da cellulare che da pc.
Senza perdere il conto degli appartamenti visitati e di quelli scartati (o che ci hanno scartato).

4. Rassegnatevi: anche noi abbiamo dovuto dimostrare di guadagnare almeno il triplo dell’affitto

Nota dolente: visti i prezzi attuali, dimostrare di avere entrate pari a 3 volte l’affitto potrebbe voler dire  guadagnare uno stipendio non proprio alla portata di tutti.
Conosco persone che sono riuscite ad affittare da sole appartamenti da 700 euro, pur non guadagnando 2000 euro, quindi immagino che si vada anche molto a fortuna.
Il tempo sicuramente aiuta: se non siete di corsa come lo siamo stati noi, prima o poi la buona occasione verrà fuori. E il destino vi metterà di fronte a un padrone di casa (o un’agenzia) con un po’ di sale in zucca e richieste umane.
Se invece il tempo stringe, meglio evitare di perdere tempo su annunci dai prezzi alti, se sapete di non entrare nella regola del “triplo”.
Tanto se non la considerate voi, nell’80% dei casi vi sarà richiesto al telefono, al momento di fissare l’appuntamento.

Come dimostrare di guadagnare il triplo dell’affitto? La parola non vale, ovviamente.
Vi chiederanno di mostrare le vostre ultime “nóminas”, cioè la busta paga, in cui risultino bene in chiaro le vostre entrate, e anche il tipo di contratto di lavoro.
Se avete un contratto a tempo indeterminato, avete già diversi punti a vostro favore.
Con un contratto a termine, è possibile che vi chiedano altre garanzie: qualche mensilità in più a titolo di caparra o un “aval” (avallo, un garante) da parte di una persona con residenza e lavoro a Barcellona.
E se infine lavorate come freelance, come me, oltre a potervi beccare qualche occhiata storta, dovrete mostrare una copia della vostra ultima dichiarazione dei redditi.

5. Ci siamo dovuti adattare alla logica della lettera di presentazione (sì, come se dovessimo cercare lavoro, ma più creativamente)

Questa è stata una grande sorpresa, un novità che 4 anni fa, quando ho cercato il mio primo appartamento a Barcellona, ancora non esisteva.
La richiesta di appartamenti si è fatta così alta e complicata, che le agenzie – e i padroni di casa dietro di loro – hanno iniziato ad avanzare anche questo tipo di richieste.
Una sera siamo andati a vedere un appartamento che ci è piaciuto molto; l’agente ci ha spiegato con molto candore che, a parità di caratteristiche (salario, tipologia di lavoro, etc.), il padrone di casa avrebbe scelto gli inquilini in base a una presentazione.

“Siate creativi” —ci ha detto, “la scelta è difficile anche per il proprietario, quindi se riuscite a suscitargli simpatia meglio. La gente ormai ci manda di tutto: cover letter, link al loro account LinkedIn, presentazioni Power Point. A voi la scelta.”

Sul serio. Finora avevo mandato lettere di presentazione solo per cercare lavoro.
Ora ho all’attivo anche la lettera di presentazione per cercare casa…son cose.
Anche se non vi verrà chiesta esplicitamente una lettera di presentazione, sicuramente dovrete comunque mandare una serie di documenti per dimostrare il vostro interesse verso l’appartamento.
L’ordine si è un po’ rovesciato: prima funzionava che vedevi un appartamento, ti piaceva, e se portavi la riserva in agenzia prima di tutti gli altri, vincevi.
Ora è il contrario. Se l’appartamento vi piace, mandate il prima possibile il vostro dossier via email: buste paga, documenti di identità, contratto di lavoro, eventuale lettera di presentazione. L’ultima parola spetta all’agenzia/padrone di casa, non più a voi.
Triste, ma veritiero.

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Se avete vissuto la stessa esperienza e avete trucchi da condividere, fatelo senza timidezza qui sotto, nei commenti!

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19 Risposte a “Trovare casa a Barcellona: riuscirci in una settimana e convincere il padrone di casa a scegliervi”

  1. Vedo che doppo po’ più d’un anno che ho trovato il mio appartamento qui, le cose non sono migliorate. A noi non hanno chiesto la presentazione ma è mancato poco, infatti la ragazza dell’agenzia mi ha detto di scrivere qualcosa ed allegare una foto della cagneta nella mail in cui dovevo girare tutti i documenti. Alla fine abbiamo vinto ma è stata dura… I prezzi infatti ci hanno sorpresso tanitssimo ed abbiamo alzato il budget per forza. Credo siano ancora più alti adesso. Mio compagno è peruviano ed a volte non volevamo estranieri…
    Quello che non mi sarei mai aspettata è avere questi problemi proprio adesso, con la situazione politica…
    Dai, ce l’avete fatta, benvenutti a Barcelona!!!

    1. Grazie Pilar!
      Non l’ho voluto menzionare nel post perché non ne abbiamo avuto esperienza diretta, ma so da amici stretti che molte agenzie diffidano anche in base alla nazionalità, una delle cose che mi ha fatto più arrabbiare! 🙁

  2. Che incubo però…

    1. Puoi dirlo forte!

  3. Uy qué complicado! Io se dovessi tornare indietro affitterei arredato e turistico, partendo da AirBnb e HomeAway (aka VRBO). Molte di quelle proprietà sono seconde case investimento e quindi ho avuto l’idea che i padroni siano meno “tradizionali” (severi, selettivi, esigenti) perché poi tutto si riflette nella recensione che lascerai. Mentre un padrone tradizionale se ne sbatte se hai un problema in casa e tirerà su qualsiasi riparazione (tocca a me o tocca a te?), negli affitti turistici le cose funzionano al contrario perché se non sei soddisfatto del servizio puoi sempre lamentarti con l’intermediario (AirBnb per esempio) e riceverai un rimborso, anche solo parziale, mentre il padrone verrà pagato meno. Secondo me questo approccio cambia totalmente la dinamica della relazione locatario-locatore. Inoltre negli affitti turistici ci si aspetta che gli inquilini siano stranieri e non chiedono il CV e le referenze. Si paga upfront, ma per soggiorni lunghi si può anche pagare di mese in mese e, volendo, puoi anche arrangiare l’affitto fuori da AirBnb dopo il primo periodo (per esempio facendo un contratto di locazione turistica anziché prenotando tramite AirBnb).

    1. Isa, il tuo discorso non farebbe una piega se si trattasse di soggiorni medio lunghi.
      Purtroppo il “contro” più grande nell’uso di un appartamento turistico come affitto di lungo periodo è quello dei prezzi. Se provi a cercare un appartamento via AirBnb o HomeAway a Barcellona e inserisci una durata lunga (es. 6 mesi), i prezzi mensili che ti vengono fuori sono umanamente impossibili per i poveri freelance (o dipendenti non milionari) come noi 😛
      Parliamo di minimo 1300 euro al mese per uno studio di 30 mq. Poi certo, si possono prendere accordi con l’agenzia fuori da AirBnb, ma a quel punto si torna nel circolo vizioso di cui parlo nel post.
      L’appartamento che avevo in Barceloneta fino allo scorso anno era gestito in un’ottica di “appartamento-quasi-turistico” (completamente restaurato, con riscaldamento, cucina completa e pronto da vivere); ma è una specificità del quartiere, che essendo vicino al mare attrae molte persone di passaggio in città, con buon potere acquisitivo e passaporti rossi. Era stato più facile affittarlo – avevo pagato tanto di caparra, infatti – ma non so se lì vigano ancora le stesse regole. Sicuramente i prezzi sono ormai alle stelle nel mio vecchio quartiere. E stavolta, dovendo trasferirci in due e con me che lavoro da casa ogni giorno, era ora di trovare un appartamento grandino come si deve 🙂
      Altra nota dolente degli appartamenti turistici è che per quelli non ti fanno contratti più lunghi di 11 mesi: ciò vuol dire che ogni 11 mesi il tuo affitto è suscettibile di aumento…poco conveniente, visto l’andazzo. Se l’aumento non va bene a te, sicuramente l’agenzia ha già qualcun altro dietro la porta disposto a pagare più di te.
      Con gli appartamenti “classici” almeno il contratto è di 3 anni, quindi si può stare relativamente più tranquilli.

  4. ah ecco, cambiamento clamoroso!
    si apre quindi una nuova era in una nuova scatola di fiammiferi?

    1. hehe, possiamo continuare a chiamarla “scatola di fiammiferi” perché io tutto sommato rimango una piccola fiammiferaia inside. Ma per la prima volta dopo non so più quanti anni, torno a vivere in un appartamento di metratura superiore ai 50 mq. Scatolone di fiammiferi, dai 😀

  5. Wow! Dai, in bocca al lupo per aver trovato casa!
    Noi tra un po’ dovremo spostarci più in centro, perché avevo sopravvalutato la rete di trasporto pubblico qui, ma mi piange il cuore a dover lasciare questo appartamento che ci ha richiesto una visita, una gara con punteggio con gli altri interessati, una giornata di lavoro presa di permesso per firmare il contratto, un furgoncino a noleggio e tre visite all’Ikea per arredarlo. 🙁
    Aggiornaci sulla vita catalana, i ritorni sono sempre molto belli 🙂

    1. Mannaggia Virginia, un altro trasloco! Io mi sento male al pensiero, ma se nel vostro caso i contro superano i pro…go with it!
      (e in bocca al lupo per la nuova ricerca 🙂 )

  6. Bravissima Giulia! La ricerca è stata dura ma ci siete riusciti, con qualche piccolo compromesso. Quella della lettera di presentazione mi mancava :D.

    A Valencia le cose sono un pochino migliori, ma è vero che noi ci siamo accontentati della periferia perciò, il discorso è un po’ diverso. I prezzi comunque non sono ancora tanto alti qui, nemmeno nel barrio del carmen. Ci sta un’amica e credo paghi sui 500 euro al mese. Mi era venuta la mezza idea di trasferirmi a Barcellona tempo fa ma ho desistito proprio durante la ricerca degli appartamenti.

    Un abbraccio, a presto!

    1. Se a Valencia state bene e il costo della vita è ancora accettabile, meglio rimanere Claudia 😀
      Io adoro Barcellona e vivere qui, ma le cose cambiano alla velocità della luce, e i contro del trasferirsi qui ci sono…e sono per la maggior parte monetari, cosa che nel 2012 non avevo percepito.
      Un abbraccio!

  7. Passport to Home dice: Rispondi

    Sono un po’ curiosa di sapere cosa avete messo nella lettera di presentazione tu e il Guerriero…e se l’avete fatta stile presentazione in PowerPoint o in video, che ora va tanto di moda, o classica scritta a mano quindi insomma siete stati scelti! E siete già là no? In bocca al lupo a tutti e due e in particolare al Guerriero per il nuovo lavoro!

    1. Crepi il lupo!
      …in realtà abbiamo fatto un semplice file pdf, con qualche immagine e link ai nostri profili Linkedin. Con i video siamo pessimi, meglio di no! 😛
      In realtà l’appartamento per cui abbiamo fatto questa lettera di presentazione più elaborata non l’abbiamo “vinto”, abbiamo passato altre due selezioni – fra cui quella dell’appartamento in cui siamo ora – ehehe mi sembra quasi ridicolo scriverlo! 😀

  8. Meno male che il prossimo anno quando ci trasferiremo a Maiorca abbiamo già dove stare 🙂 Puh! Una fatica in meno! Per quanto riguarda i suggerimenti su come cercare casa il nr. 2, quello sui filtri, lo toglierei. Noi abbiamo trovato quello che fa per noi proprio quando abbiamo tolto i filtri e cercato a più ampio spettro. Voglio dire, alcune volte scrivono gli annunci un po’ alla sbandata e magari un appartamento registrato con una sola camera in realtà ne ha una e una più piccola e se metti il filtro che seleziona il numero di camere ti perdi alcuni annunci, è solo un esempio. Comunque sia anche io suggerirei idealista, grazie a quel sito abbiamo trovato il nostro gioiello :-).

    1. Ohh quindi dal nord al caldo Mallorquino, che bellezza!
      Il discorso sui filtri è molto vero, ma secondo me è più applicabile per le ricerche dove l’offerta non è enorme come nel caso di Barcellona. Io comunque parlavo di un minimo di filtri, non consiglierei di filtrare per numero di stanze o cose simili, per lo stesso motivo che dici tu. Per quello ho scritto “Bastano poche informazioni: prezzo massimo, dimensione minima e zona della città”. È il minimo indispensabile per non annaspare in un’orda di annunci di appartamenti magari bellissimi ma che sono fuori dalla nostra portata (vuoi per zona, prezzo o dimensione).
      In bocca al lupo per il vostro trasferimento!

  9. […] “del mio mondo”. I costi però mi hanno tirato un po’ indietro, considerando i già esosi prezzi degli appartamenti in affitto. Se volete farvi un’idea di quanto costa una postazione in uno spazio coworking a Barcellona, […]

  10. Ciao Giulia, mi chiamo Alice e sto leggendo con passione il tuo blog…perchè l’idea sarebbe quella di trasferirci a Barcellona. Ecco trasferirci, perchè noi siamo in 4, io il mio compagno una bimba di 8 anni e una di 2! Per quanto leggo è difficilissimo per 1 ma per 4 sarà impensabile! Non leggo di nessuna esperienza “familiare” di trasferimento, perchè? E’ davvero una pazzia? Ti prego rincuorami non voglio perdere la speranza! Ciao e grazie Alice Emanuele Sophia e Maya 😀

    1. Ciao Alice 🙂 Paradossalmente credo che trovare casa per una famiglia non sia molto più difficile che trovarla per due. Se entrambi avete già uno stipendio ed entrate dimostrabili, il discorso non cambia. Uno degli appartamenti che ci piaceva di più (e per cui abbbiamo fatto la lettera di presentazione), per esempio, è stato dato a una famiglia con bambini. Come esperienze familiari di trasferimento a Barcellona mi viene in mente solo un blog: http://www.theitalianwife.com/ ma se ne trovo altri ti faccio sapere 😉
      In bocca al lupo!

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