L’alba è per chi si ama o per chi inforna il pane

Due amanti stretti in un abbraccio

Esiste davvero l’amore moderno?
Moderno in che senso? Che lo abbiamo reso più complicato, frettoloso, distratto, filtrato da uno schermo?
O che semplicemente funziona su altri ritmi e grazie a strumenti diversi?

Ciao, Modern Love, qui ci siamo appena sparati quattro episodi uno dietro l’altro.

Dawn is for lovers or for bakers

Dice uno dei personaggi del secondo episodio della serie Amazone Prime Video ispirata alla rubrica omonima del New York Times.
Una coppia che si reincontra in una cittadina a quattro ore di treno da New York, all’improvviso, diciassette anni dopo essersi persi a Parigi. Erano giovani e ora non lo sono più. Erano liberi e ora hanno entrambi sposato qualcun altro e generato due figli a testa.
Non sono nemmeno i veri protagoniste dell’episodio.
Il destino li mette di nuovo uno di fronte all’altro e starà a loro, e non a un libro perso su un treno, decidere cosa verrà fuori da questo incontro.

Quello che sappiamo vedendo l’episodio è che i due si salutano all’alba.
(E poco dopo prendono la loro decisione, che non spoilero qui).

Fatto sta che questo episodio mi ha scardinato le sacche lacrimali. Andate, inservibili per circa un quarto d’ora.
Sono una debole, mi basta un dettaglio per ritornare indietro nel tempo e intenerirmi osservando le vite degli altri (anche da uno schermo, sì) e ricordare come certe albe di saluti siano state anche le mie.

Io e il Guerriero ci salutavamo all’alba

Se ci vedeste ora, qui, accoccolati al sicuro del nostro divano grigio scuro, in un sabato sera qualsiasi, pensereste toh, un’altra coppia che non ha voglia di uscire durante il weekend. Sbadigliereste e voltereste le spalle.
Perfetto.

Eppure siamo qui, e la cosa per noi non è affatto scontata.

Se io qui lo chiamo il Guerriero (così come lui soleva chiamare me allo stesso modo) un motivo c’è.

Non è forse il nostro un amore moderno eppure così antico, nella sua forza?
Frutto di scelte difficili.
Di momenti che non sembravano quelli giusti.
Nato dalle ceneri di due persone che in parte non esistono più.
Da una città avvolta nella nebbiolina umida delle sei del mattino.
Dal rumore di una bicicletta nera che non aveva paura della ruggine.
Da una telefonate Skype Barcellona-Città del Messico il trentun dicembre. Io che camminavo sola per la Gran Vìa, dopo una festa di Capodanno patetica, e lui che mi rispondeva dal cincischiare della cucina messicana di casa sua, i familiari pronti a sedersi a tavola.
Buon anno, quando ci rivediamo?

C’è stato un periodo in cui pensavo che il destino ci avrebbe rimesso sulla stessa strada, un giorno indefinibilmente lontano. Non pensavo di avere le forze di volerlo subito. E invece.

E invece, eccoci qui, su questo divano grigio, un sabato sera qualunque in un quartiere qualunque di Barcellona.
A piagnucolare di fronte alla storia di due sconosciuti.


Foto di copertina: Amaia Arrazola

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6 risposte a “L’alba è per chi si ama o per chi inforna il pane”

  1. Quanta tenerezza! Per diventare una coppia noiosa sul divano ci vuole tanta fatica e tanto amore, sono d’accordo con te.
    Io ho capito che l’Orso era il mio orso quando dopo un anno e passa di giravolte e partenze e ritorni e voli e telefonate giuste al momento giusto, ci siamo seduti sul divano e io ho pensato che non c’era nessun altro posto al mondo dove avrei voluto essere. ♡
    L’alba è fatta per gli amanti ma anche le due del pomeriggio, le sei di sera…
    Vi abbraccio forte tutti e due

    1. Un abbraccio a te, cara!

  2. Inforna il pane (biscotti)con i lacrimoni,(un mese dopo aver dato buca ad un tipo)ho passato la notte a cucinare ….facendo l Alba,prendendo a testate il muro…lasciando passare oltre la metro il bus notturno(con il senno di poi c era il taxi ma va bhe)…a me di sti tempi vien da dire beati voi….io non ci spero più di incontrare….credo che coppie così siano sempre più rare….

  3. La serie ho iniziato a guardarla anche io (con tanto di quattro episodi sparati di fila).
    E’ da un anno che sono tornata col mio ex, quello che mi spezzo’ il cuore in maniera plateale. E’ stato lui a riavvicinarsi, ed e’ successo durante il periodo di singletudine (chiedo perdono per l’orrido neologismo) in cui, dopo molta fatica ed esercizi di autostima, sono riuscita a riemergere dalla mia grotta misantropa e ho iniziato a frequentare altre persone. All’inizio l’ho respinto ma, col passare dei mesi, mi sono resa conto che scartavo sempre tutti perche’, inconsciamente, nessuno riusciva a reggere il confronto con lui. E’ servito un aggiornamento di Windows il cui risultato e’ stata la cancellazione in toto dei drive del mio portatile (questa e’ una storia che raccontero’ un’altra volta) a farci rincontrare: se credessi nel destino, direi che il bug Microsoft capitato proprio a me non fosse un caso.
    L’amore, moderno o meno, e’ affascinante perche’ ogni storia e’ diversa. E, in epoche cariche di cinismo come quella attuale, ben vengano le serie tv che ci ricordano come essere umani.

    1. Marta io credo dopo anni di singletudine avevo messo da parte paure e dubbi ,ho preso ennesima fregata…..mi sa che una ci diventa cinica….

    2. Ciao Marta, oh che bella notizia! Sono contenta che siate tornati insieme 🙂
      Ben vengano davvero le serie tv che ci ricordano che non tutto è cinismo, ma che anche le storie rotte si possono aggiustare e recuperare su nuove basi. <3

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