Nostalgie del divano e di un maggio spinto dal vento

nostalgie del divano

Il blog langue, ci penso ogni giorno; vorrei scrivere in continuazione eppure non lo faccio mai, mi sento risucchiata da mille pensieri e nelle ultime settimane non sono stata mai sola.
Per me, che ho bisogno di momenti di asocialità e introversione, è difficile ritagliarmi degli spazi di pace per scrivere, se non ho le condizioni giuste per farlo.

Il possesso del divano è una di queste, per esempio. Quando scrivo per il blog, lo faccio quasi sempre dal divano. È lì che mi lascio andare all’ispirazione, in contrasto alla scrittura per lavoro, che risucchia invece l’ottanta per cento del mio tempo di fronte al pc ma che espleto dalla mia scrivania.

Quando il divano si apre per far spazio a degli ospiti, cosa che negli ultimi due mesi è successa spesso spessissimo, il mio spazio di scrittura ispirata si chiude. Ne risento.

E mi faccio trascinare dagli eventi, invece che soffermarmi su me stessa

Non ricordo come ci sono arrivata, ma qualche tempo fa sono approdata sul sito di 750 Words, una piattaforma su cui esercitarsi a scrivere ogni singolo giorno dell’anno. Senza regole, ma impegnandosi a farlo. Pare sia catartico, pare sia una forma di meditazione più efficace dello stare in silenzio scannerizzando il corpo e cercando di non pensare a nulla.
Da quando ho appreso di questo sito, ci penso spesso e mi dico ”potrei iniziare oggi”. E poi non lo faccio mai. Ma vi ho lasciato il link, magari voi siete più bravi di me a rispettare i vostri buoni propositi.

A volte penso che una parte del mio inconscio voglia in qualche modo punirmi, facendomi distrarre dalle mie necessità di solitudine e tuffandomi a capofitto nella mescolanza con gli altri.
Perché io adoro passare tempo con il Guerriero e i miei amici, ma—come mi capita spesso col cibo—se  faccio le scorpacciate poi mi resta la sensazione di mal di pancia.
Arriva un momento in cui vorrei poter dire è tutto molto bello, ma ora lasciatemi sola un attimo.

Questo pensiero mi spaventa per diverse ragioni, ma non posso non riconoscere che è lì, la mia esigenza di starmene beatamente sola senza dover pensare a fare qualcosa con qualcuno.

E poi, dove è andato maggio?
Si è aperto come una fisarmonica, sembrava lungo e pieno di aspettative, e invece si è contratto in un attimo, risucchiando l’aria, mandandomi in apnea, sputando vento che ha sconvolte le carte e le ha abbandonate in una posizione diversa. Ciao cambiamento, noi siam sempre qui ad adattarci a te.

E tutto questo senza che potessi passare le serate sul divano. Gravissimo.

—❣—

Per la cronaca, il mio divano si apre spesso perché sia io che il Guerriero siamo due seguaci della filosofia mi casa es tu casa. E a volte pure un po’ broccoli perché non sappiamo dire di no.

Mi casa es tu casa – sai che puoi stare da me

 

Foto di copertina di Josh Applegate su Unsplash

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6 Risposte a “Nostalgie del divano e di un maggio spinto dal vento”

  1. Stefano Bersanetti dice: Rispondi

    io ormai non scrivo più da un anno e mezzo, travolto indubbiamente dal cambiamento che non mi ha più concesso neanche mezzo secondo di “distensione sul divano” (se non per dormire)

    1. Ehi Stefano! Ti ho pensato, che bello rivederti qui nei paraggi 🙂 Spero siano stati cambiamenti positivi quelli che ti hanno allontanato dal blog. Un abbraccio!

      1. Stefano Bersanetti dice: Rispondi

        Assolutamente, un frugolo scorrazza per casa e ha assorbito tutte le nostre energie psico-fisiche (che già erano piuttosto limitate)!
        Uno di quei cambiamenti pazzeschi, ma spettacolari!

        1. Ma dai, che meravigliosa notizia! Tantissimi auguri! Mi sembra decisamente un ottimo motivo per dedicarsi alla vita offline 😉

          1. Stefano Bersanetti dice:

            Grazie Giulia! Ad ogni modo quando posso continuo a seguirti!

          2. Grazie!

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