Chi ha paura della coppetta mestruale? Conoscerla meglio per evitare brutte esperienze

la mia esperienza con la coppetta mestruale

Avevo 12 anni quando una mattina, durante una lezione di Storia alle medie, sentii una fitta al basso ventre che non avevo mai provato prima. Da brava bambina cui avevano insegnato a non fare scenate, trattenni il respiro e aspettai che passasse, invano.
Vista che quella era l’epoca in cui la domanda più frequente che ci facevamo fra amiche era “ma tu sei già diventata signorina?”, ci misi poco a capire che forse quel dolore segnalava l’arrivo del *mio* momento.
Ero diventata “signorina” anche io.
Che a ripensarci ora, mi sembra proprio un’espressione sciocca, ma erano gli anni ’90 e alle parole davamo poco peso.
A quell’ora del giorno a casa mia non c’era nessuno, ma riuscii a contattare uno zio che mi venne a prendere e mi portò a casa della mia nonna paterna, che a quei tempi era ancora una donna piuttosto dura e di poche gentili parole.

Nonna, mi sa che mi sono arrivate le mestruazioni.

le sussurrai fra il dolorante e l’emozionato, in cerca di una parola di empatia verso questo momento importante della mia vita.

Io non ti posso aiutare, tagliò corto lei. Ma forse in bagno ci sono ancora degli assorbenti che usavano le tue zie.

E mentre me lo diceva si mise a frugare in un armadietto del bagno.
To’, mettiti questo – e mi passò un cubetto di plastica bianco e morbido.

Gli assorbenti e l’inizio di una relazione conflittuale

Srotolarmi fra le gambe quel coso per la prima volta non è stato piacevole.
E nemmeno camminare sentendone la presenza in ogni momento, pensare che gli altri potessero rendersene conto perché lo vedevano sporgere dai jeans (lo so, lo so…avevo 12 anni, dai).
Fu un abituarsi lento ma per fortuna favorito dai tempi: nel giro di pochi anni passai a usare gli assorbenti ultra sottili (sempre, rigorosamente, con ali) e quelli interni, con i quali avevo un rapporto conflittuale.
Per quanto ne adorassi la comodità, non sono mai riuscita a scacciare da quell’angolo di mente mia ansiosa, il rischio seppur basso di Sindrome da Shock Tossico (TSS) che ti viene ricordato in tutte le scatole di assorbenti interni.

Lavorare in clinica non ha aiutato: i racconti dell’orrore dei medici con cui lavoravo fianco a fianco, mi hanno reso ancora più consapevole dei pro e contro dell’uso degli assorbenti (sia interni che esterni).
Nel mio caso, i contro iniziavano a pesare più dei pro, soprattutto le frequenti irritazioni dovuti ai materiali degli assorbenti e la quantità fastidiosa di residui non riciclabili prodotta con ogni ciclo mestruale.

Così un pomeriggio di un anno fa sono entrata in una farmacia di Genova e ho chiesto alla farmacista di darmi una coppetta mestruale.
Come molte farmacie, anche quella aveva un solo modello, la Mooncup, che viene venduta solo in due taglie: A per le donne che hanno già avuto parti o hanno più di 30 anni, B per le più giovani.
Più avanti spiegherò perché in quel momento ho fatto uno degli errori da principiante più frequenti.

A prescindere da questo, il mio entusiasmo per la coppetta rimane solido. Imparare a usare la coppetta mestruale richiede una certa dose di pazienza e praticità, ma il risultato è…wow!
Per me è stata una svolta, e consiglierei a tutte di provarla, ma solo dopo esservi informate minuziosamente sulla vostra situazione personale.
Riconosco infatti che non sia una scelta fattibile per tutte (e alla fine dei conti, pare che per il momento non lo sia nemmeno per me, come spiegherò poi).

Partendo dall’inizio: cos’è una coppetta mestruale e come si usa?

Non mi dilungherò nei dettagli, ma la coppetta è un piccolo contenitore di silicone medico (NON plastica!), di solito a forma di campanella, con le pareti flessibili, che si introduce in vagina per raccogliere il sangue mestruale.
Come fa a stare in vagina senza scivolare via?
Prima di tutto perché le nostre pareti vaginali sono elastiche, quindi la mantengono potenzialmente ferma (come succede con gli assorbenti interni); in più la coppetta, una volta inserita, crea un sottovuoto che la mantiene più stabile a livello di parete vaginale. Il sottovuoto è creato dai forellini che vedrete poco sotto l’anello del bordo della coppetta.

esempio di coppetta mestruale
Di Errikaboo – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=50629986

Per usarla, vanno seguite delle norme igieniche di base, niente di troppo diverso dall’uso degli assorbenti:

  • lavarsi bene le mani prima di manipolarla
  • non lasciarla inserita per più di 12 ore (in questo senso è più “longeva” degli assorbenti)
  • mantenerla sempre pulita: bollirla a fine ciclo, mentre fra uno svuotamento e l’altro basta lavarla bene con acqua, liberando soprattutto i fori sotto l’anello, in modo che il sottovuoto della coppetta si mantenga (cosa che evita le perdite)

I pregiudizi sulla coppetta mestruale

Uno dei grandi pregiudizi della coppetta è che non sia igienica: in realtà lo è molto più degli assorbenti, che assorbendo il sangue e i fluidi diventano una superficie d’attacco per i batteri; con la coppetta non c’è nessun meccanismo di assorbimento: il sangue rimane lì, nel fondo della coppetta, fino a che non viene svuotato. Inoltre il silicone medicale con cui è prodotta non è un buon veicolo per la proliferazione batterica.
Un altro gran punto a favore, a mio parere, è che la campanella di silicone NON puzza se lavata bene: il sangue rimane liquido, non si secca e non crea quella sgradevole sensazione di sporco e cattivi odori che invece sono molto comuni con gli assorbenti.
Ecco, se non avete mai creduto alle pubblicità che decantano tanto la miracolosa “sensazione asciutto”, sappiate che con la coppetta mestruale il problema è risolto (sempre che abbiate scelto quella giusta e la stiate usando correttamente, come vedremo più avanti).

Superati i pregiudizi iniziali, inizia il divertimento: per me la parte più difficile della nuova relazione con la coppetta è stata imparare a inserirla.
Ci sono diversi modi di inserirla, e la tecnica più adatta si perfeziona con la pratica ma dipende anche dalla vostra conformazione fisiologica.
Su YouTube i tutorial sull’inserimento della coppetta mestruale abbondano: una lunga lista qui.
Io con la Mooncup mi trovavo bene con la piega a tulipano: le altre pieghe si trovano qui, ma in base alla marca della coppetta che sceglierete potreste riuscire a maneggiarla in modo diverso e a darle una piega differente.

A prescindere dalla marca che userete, se non vi rilassate, inserirla sarà molto difficile.
Respiri profondi, una posizione comoda, e via, iniziate le prove!
Idem per quando la si toglie: non tirate mai verso il basso, ma schiacciate prima il fondo della coppetta per togliere il sottovuoto e poi accompagnatela fuori.

Dettaglio fondamentale: non abbiate paura a inserire e muovere le dita in vagina.

Questo è un punto molto importante per avere una relazione sana con la coppetta mestruale: se toccare il vostro corpo o venire a contatto con il vostro sangue mestruale vi provoca ribrezzo, c’è da lavorare.
Pensate esattamente a cosa vi blocca: siamo cresciute con tanti tabù in ambito sessuale e capisco che l’idea di toccarsi i genitali sia ancora qualcosa di poco comune (purtroppo!) per molte donne.
Io direi che è anche ora di dire basta…per cui accogliere la coppetta mestruale nella vostra vita potrebbe segnare anche il momento giusto per abbattere questo tabù e conoscere finalmente le vostre zone più segrete ma fondamentali per il benessere femminile.
Insomma, la vagina ce l’abbiamo tutte, per cui imparare a ri-conoscerla non può che essere un esercizio sano di autocoscienza!
Per quanto riguarda il contatto con il sangue, non è niente che non si possa risolvere con una dose abbondante di acqua e sapone (a meno che non soffriate di idiosincrasie particolari).

Fatta questa lunga premessa, questo post non vuole essere uno di quelli che decantano la coppetta mestruale e i suoi benefici, come se fosse la panacea per tutti i fastidi mestruali.
Come accennavo prima, l’unico modo per usare serenamente e con soddisfazione la coppetta mestruale è informarsi bene e sceglierla con coscienza.
Senza informazione, non potrete scegliere la coppetta adatta a voi, e un’esperienza potenzialmente positiva si trasformerà in un “mai più“.

coppa mestruale paragonata con tampone

Ecco perché vorrei concentrarmi sugli errori che ho fatto io e su ciò che mi hanno insegnato, nella speranza che la vostra scelta sia più consapevole e non vi porti a scartare definitivamente questo strumento:

Il primo grande errore quando si passa alla coppetta mestruale è pensare che  siano tutte uguali.

Nella mia ignoranza, nel momento in cui ho comprato la mia prima coppetta, non sapevo che ci fossero tante differenze fra le coppette sul mercato.
Ho erroneamente considerato che il criterio della dimensione della coppetta (grande o piccola) fosse quello più importante da tenere in considerazione. Sono sicura che, come me, una buona percentuale di donne che inizia a usare la coppetta senza l’informazione adeguata finisce per rinunciare poco dopo, perché “non funziona” o “perché è impossibile da usare senza fare danni“.

In realtà, qualche mese dopo l’acquisto, ho scoperto un gruppo chiamato Donne con la Coppetta, dove ho imparato che la prima cosa da fare prima di scegliere una coppetta mestruale è conoscere il nostro corpo.
Non bastano l’età e il numero di parti come discriminanti.
Ci sono altri elementi soggettivi che dovrebbero guidare il nostro acquisto di una coppetta mestruale:

  • lo stato del nostro pavimento pelvico
  • l’altezza della cervice
  • l’entità del flusso mestruale
  • eventuali sensibilità, come emorroidi, dolori, cistiti croniche, infiammazioni ricorrenti, ecc.

Dalla serie, c’è un mondo là dentro su cui dovremmo avere un’idea molto più precisa.
Per questo il punto di partenza, come ricalcavo più sopra, è superare il tabù del conoscere dettagliatamente il nostro corpo.

Se non sapete cos’è il pavimento pelvico o dove si trova la cervice, io vi consiglierei di correre ai ripari, a prescindere dalla coppetta!
Da leggere:
1) Pavimento pelvico cos’è, rimedi ed esercizi per rafforzarlo
(spoiler: tutte dovremmo pensare alla salute del nostro pavimento pelvico, ben prima della gravidanza)
2) Come sentire la cervice uterina

Confrontare le caratteristiche delle coppette per scegliere meglio

In base al risultato delle caratteristiche riportate sopra, cambierà il tipo di coppetta da usare:
se avete una cervice alta, la coppetta dovrà essere lunga; ma se il vostro pavimento pelvico è debole, le pareti della coppetta dovranno essere morbide, non toniche; l’entità del vostro flusso mestruale influenzerà poi il dato sulla capienza della coppetta, etc.
Ecco quindi che scegliere una coppetta che sulla base di due sole caratteristiche, come succede per la Mooncup, è un rischio. Potete essere fortunate, e azzeccarla alla prima, o sbagliare clamorosamente e dare la colpa alla coppetta tout court.
Per farvi capire di cosa parlo, ecco delle bellissime tabelle che elencano le coppette mestruali certificate sul mercato (aggiornate al 2013, purtroppo non ne ho trovato una più recente) e le loro caratteristiche:
c’è una tabella che classifica le coppette per capienza, un’altra che lo fa per dimensioni e un’altra per morbidezza.
Il trucco è incrociare questi dati e scegliere una coppetta che sia della dimensione giusta per il vostro corpo, con capienza adeguata al vostro flusso mestruale medio e della morbidezza corretta, in base alla tonicità del vostro pavimento pelvico.

Molto importante: NON basatevi sul prezzo! In giro, soprattutto online, si trovano tante coppette a prezzi bassissimi ma che spesso non sono certificate. È importante scegliere una coppetta certificata sulla base delle sue caratteristiche tecniche, non del prezzo. In ogni caso, il costo medio di una coppetta (circa 20/25 euro) viene ammortizzato in fretta nel tempo. Non andate al ribasso!

Il pavimento pelvico, misterioso fascio di muscoli da allenare

Se valutare l’altezza della cervice, l’entità del flusso mestruale e fare una lista di eventuali sensibilità è cosa relativamente facile, non si può dire altrettanto per la valutazione dello stato di salute del nostro pavimento pelvico.

In molti gruppi e siti web che aiutano a usare la coppetta mestruale, leggerete spesso che per valutare la salute del pavimento pelvico è sufficiente fare dei test di autovalutazione a casa.
Un buon esempio di test di autovalutazione della tonicità del pavimento pelvico si trova qui.

Sono facili da fare, è vero, ma è anche possibile prendere delle grosse cantonate, come è successo a me.

Esempio tratto dall’ultimo documento linkato:
Se percepisci intensamente la contrazione attorno al dito, il tuo pavimento pelvico è tonico, se la contrazione è appena o per niente percepita il tuo pavimento pelvico è debole. E’ molto importante percepire per quanto tempo riesci a tenere la contrazione e se riesci a sentire allo stesso modo sia la contrazione che il rilassamento.

Trattandosi di un’autovalutazione soggettiva, e non avendo altri punti di riferimento, quella che per voi potrebbe essere una buona sensazione di contrazione magari non lo è veramente, o viceversa.
Quando ho fatto i test di autovalutazione, ne ho tratto la conclusione che il mio pavimento pelvico fosse abbastanza tonico, non mi sembrava si contraesse poco.
Mi sembrava anche che riuscisse a rilassarsi correttamente.
Per cui ho continuato a usare la Mooncup, che è una coppetta molto tonica: ma non riuscivo a capire perché ogni tanto continuasse a perdere.
Mi sembrava di averla messa bene, la ricontrollavo più volte al giorno, ma periodicamente continuava a perdere.
Capite che, se per me il punto di usare una coppetta era proprio quello di non dover mettere un assorbente per evitare di macchiare gli slip, quelle perdite mi infastidivano notevolmente.

Solo mesi più tardi mi sono resa conto che avevo sbagliato.
La Mooncup è troppo tonica per me. E una coppetta troppo tonica dentro un canale vaginale che non riesce a reggerla adeguatamente, finirà per spostarsi e perdere.
Di questo me ne sono accorta solo leggendo tutto il materiale del gruppo Donne con la Coppetta e soprattutto, da buona Santa Tommasa, decidendo di far valutare il mio pavimento pelvico da una professionista, invece che continuare a fidarmi dalla mia auto-valutazione.

Mi sono rivolta a una specialista per la valutazione del pavimento pelvico

La valutazione del pavimento pelvico in un centro specializzato in salute femminile, mi ha aiutato a capire dove stava il problema.
E soprattutto ad aprirmi le porte del meraviglioso mondo del pavimento pelvico.
Lo dico senza ironia.
È veramente un mondo meraviglioso e semi-sconosciuto.

La quantità di muscoli interessati dalla zona del pavimento pelvico è notevole: la cosa buona è che si possono allenare (non solo con gli ormai famosi esercizi di Kegel, ma anche con massaggi ad hoc e con tecniche di ginnastica ipopressiva, che solo una specialista può insegnarvi nella loro interezza).
Contrarre tanto per contrarre, e pensare che così si stiano facendo gli esercizi di Kegel, non è sufficiente.
I muscoli vanno riconosciuti e impratichiti.
Io per esempio ho imparato che ero in costante contrazione del mio pavimento pelvico, sia per la mia simpatica tendenza all’ansia che mi fa contrarre tutto il contraibile, sia per un’intolleranza alimentare che non avevo mai preso sul serio.
Ho imparato che tutto quello che pesa sul mio pavimento pelvico, ne determina la tonicità. Quindi anche eventuali problemi digestivi o posturali, contribuiscono ad affaticare i muscoli perineali.
Riabilitare il pavimento pelvico per me ha voluto dire scoprire che c’erano diversi piccoli aspetti della mia salute che andavano corretti.
Il corpo umano è fantastico anche per questo: è un meccanismo complesso ma puntuale, per cui le soluzioni a un problema specifico vanno spesso messe in pratica a livello globale, non particolare.
Ecco un altro grande pregio che riconosco alla coppetta mestruale: mi ha permesso di imparare delle cose su me stessa che non avrei mai saputo interpretare se avessi continuato a usare gli assorbenti.

Per concludere: coppetta sì o coppetta no?

Ho scritto un papiro, lo so. Ma il tema mi sta molto a cuore, si percepisce?
Non ho intenzione di difendere la coppetta a spada tratta e dire che *tutte* le donne *devono* usarla.
Io stessa, ora che sono in riabilitazione come descritto sopra, l’ho momentaneamente accantonata.
Sono una gran fan dell’autodeterminazione, per cui se usare la coppetta vi ha sempre incuriosito ma non avete mai osato fare il passo – buttatevi!
Se invece il tema vi sembra troppo complesso o non siete pronte a prendere confidenza con il vostro corpo in questi termini (ma spero che, coppetta a parte, cambierete presto idea a riguardo), lasciate stare.

Personalmente consiglio la coppetta a chi:

  • ha veramente voglia di cambiare la propria relazione con le mestruazioni: il che vuol dire conoscere meglio il proprio flusso mestruale, i cambiamenti della nostra vagina durante il ciclo e nuovi aspetti della propria femminilità
  • non prova schifo o paura nello sporcarsi le mani
  • fa un lavoro sedentario, o che permette un facile accesso a un bagno: è vero che se avete con voi la coppetta giusta, potete lasciarla su fra le 8 e le 12 ore, ma soprattutto all’inizio avere un bagno nei paraggi infonde tranquillità. Quando poi vi sarete impratichite, potrete usarle veramente dappertutto: qui un esempio
  • ha a cuore la salvaguardia dell’ambiente: una coppetta mestruale dura diversi anni, e non produce immondizia, al contrario dei cari assorbenti (anche quelli di cotone, sì: sono relativamente ecologici ma riempiono comunque il vostro cestino della spazzatura, no?)

—❣—

E ora ditemi la vostra!
So che alcune delle ragazze che passano di qui ogni tanto hanno già avuto esperienza con la coppetta o stanno pensando di provarla…fatemi sapere cosa ne pensate!

—❣—

Se ti va di capire da dove ha origine il mio interesse per la tematica del corpo femminile, inizia da qui:

Cronache dalla Clinica

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16 Risposte a “Chi ha paura della coppetta mestruale? Conoscerla meglio per evitare brutte esperienze”

  1. Avevo bisogno di questo post perché altro che rapporto conflittuale con la coppetta, è proprio la mia nemesi (ma la metto lo stesso). Ammetto che io sono emofoba e speravo mi aiutasse a superare la paura del sangue, invece per ora sono ancora alla fase “bleah!!!!” (io sono diventata bravissima a mettere e togliere i tampax senza guardarli, per dire…

    1. Brava per la costanza nonostante l’emofobia!
      Si con la coppetta il sangue si vede eccome…ma a parte il fastidio alla vista, secondo me è utile per capire meglio che tipo di ciclo abbiamo. Spesso gli assorbenti falsano moltissimo la percezione che abbiamo del nostro flusso.
      Forza e coraggio! 🙂

  2. Oddio, questo post mi capita a fagiolo… Ieri è stato il mio primissimo giorno con la coppetta (Organicup). Premetto che avevo letto e mi ero informata per mesi prima di passare finalmente all’azione (avevo studiato posizioni, forme, squat…). Mi preoccupava il fatto che tutti dicessero che ci voleva mooolta pratica, che soprattutto all’inizio sarebbe stato difficile. Non so se ho avuto particolarmente culo, ma l’ho messa giusta alla prima e ci ho messo solo 10 min a toglierla 😛 scherzi a parte, oggi dall’alto del mio secondo giorno mi sento felicissima. Zero perdite, messa in 30 secondi e tolta in 5 (minuti… si va per step). C’è da dire che sono sempre stata a mio agio col mio corpo e non mi ha mai fatto schifo il sangue, quindi a me il fatto di svuotare la coppa non mi ha disgustato ma anzi, mi è piaciuto vedere la cosa ‘al naturale’. Domani devo andare in palestra, vediamo se reggerà alle acrobazie 😀

    1. Grande!!
      Anche io sono rimasta entusiasta come te la prima volta che l’ho usata 🙂
      E brava per non essere caduta nell’errore della principiante, se hai già la coppetta giusta per te al primo colpo è molto più facile abituarsi alla novità e usarla con efficienza! 🙂

  3. Credo proprio che sia quella giusta per me, perché non perde né mi da fastidio. In effetti non la sento proprio! Ma è più per culo che l’ho imbroccata… prima di leggere il tuo post non avevo idea che ci fossero da calcolare pavimenti pelvici e cervici :O

    1. Mi fa piacere!
      La valutazione dell’altezza della cervice e della tonicità del pavimento pelvico la puoi fare comunque, sono due aspetti importanti a lungo andare anche se la coppetta non perde e non da fastidio; però è bene ad esempio che non faccia troppa forza sulle pareti vaginali, se il pavimento pelvico non è abbastanza tonico. Ho trovato una tabella di valutazione in cui l’OrganiCup che viene consigliata per cervici medio-basse e pavimenti tonici 🙂

  4. Ciao!!volevo solo dirti che nel regolamento del gruppo è vietato citarlo pubblicamente senza l’approvazione delle admin….ogni volta che succede si ritrovano ondate di iscrizioni, la maggioranza a fin di bene, ma ci sono stati non pochi problemi. Se qualcuna dice che lo ha letto qua verranno a cercarti …. anche io sono in quel gruppo e adoVo la mia LUV!! Ho anche la Natu 2, che uso gli ultimi due giorni. Ma la LUV è stata la svolta per il flusso molto abbondante dei primi giorni e i forellini che si intasavano! E la LUV l’ho comprata VERDE!!

    1. Ciao Francesca, sì, conosco il regolamento del gruppo. Ho parlato con loro prima di pubblicare questo post: se noti il link che ho inserito è quello alla pagina pubblica di Donne con la Coppetta, non al gruppo chiuso, quindi tutto a posto 😉
      Ho letto molte recensioni positive della LUV e potrebbe fare al caso mio, la terrò d’occhio come prossimo eventuale acquisto!

  5. Ho una avversione mentale per la coppetta e penso sempre che non mi avrà mai, mi sembra troppo uno sbattimento sterilizzarla e lavarla quando son fuori.
    Ho pero’ dei fastidi che l’assorbente crea o peggiora e ogni tanto leggo post come il tuo e ci penso…

    1. Sere, se stai tanto tempo fuori casa è vero che la coppetta richiede un po’ più di manutenzione degli assorbenti usa e getta. In realtà la bollitura per sterilizzarla va fatta all’inizio e alla fine del ciclo mestruale, durante il ciclo basta lavarla bene con acqua ed eventualmente sapone intimo. In ogni caso, per i fastidi dell’assorbente, hai provato a passare a quelli in cotone 100%? Sono più delicati e meno fastidiosi dei plasticoni classici. Se no io sto guardando con curiosità anche slip mestruali tipo questi: https://www.cocoro-intim.com/en/
      Sto ancora valutando perché costicchiano, ma mi piacerebbe provarli. Ci sono anche gli assorbenti lavabili, ma l’idea di fare lavatrici anche per quelli mi scoraggia 😀

  6. Son tornata qua perche’ mi ha fatto click la testa. Sto valutando!

    1. Fammi sapere come va, se ti va! 😉

  7. Ho già letto parecchio sulla coppetta, ci sto sempre riflettendo, ma il tuo post è scritto talmente bene che forse ci provo. Mi manca sempre il tempo per decidere che misura e che marca, ma ora ci penso seriamente. Grazie.

    1. Grazie a te, Agnieszka! Prova con la pagina che ho suggerito su Facebook, è una miniera d’oro per prendere la prima decisione con più informazione possibile 🙂

  8. Amo questo post, mi è piaciuto tanto, così tanto che lo condividerò assolutamente sulla pagina Facebook del lavoro (lavoro con mamme e donne principalmente e l’argomento coppetta esce spesso fuori!). Io ho iniziato da poco ad usare la coppetta e mi trovo benissimo, non tornerei mai più indietro anche perché ormai ero ai ferri corti con gli assorbenti (troppe spiacevoli irritazioni) e poi volevo una svolta più Green nella mia vita. Anche io come te inizialmente pensavo che tutte le coppette fossero uguali, così la prima coppetta comprata è stato un grande flop. Troppo grande per il mio corpo minuto e per la mia bassa altezza, era proprio scomoda e anche dolorosa! Alla fine ho approfondito meglio sulle varie misure, confrontandomi anche con una mia collega ostetrica e ho trovato la coppetta per me! 🙂

    1. Grazie mille, Fede! Quando trovi la coppetta giusta per te difficilmente rimpiangi l’uso degli assorbenti…è proprio una svolta! 😉

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