Tiscali Blog chiude, e con lei gli albori della mia esperienza di blogging

agli albori del blogging

Due giorni fa mi è arrivata un’email da Tiscali Blog che inizia così

Carissimi Blogger,
vi informiamo che il servizio Tiscali Blog verrà chiuso definitivamente in data 30 aprile 2018.

Non ci avevo più pensato; per me Tiscali Blog era morto anni fa, il giorno in cui mi resi conto che la mia casella email @tiscali.it era stata annientata, cancellata per sempre per inattività, visto che era da anni che non mi prendevo la briga di andare a riaprirla. A quella casella email era collegato anche il blog che avevo aperto nel 2003, nel periodo in cui lasciai l’Isola per la prima volta e mi trasferii a Siena per seguire il corso di laurea specialistica. Morta la casella email, nei miei pensieri era morto anche quel blog.

Eppure ci tenevo, a quelle mie prime pagine virtuali.

Erano nate prima di tutto come valvola di sfogo in un’epoca in cui mi trovavo per la prima volta abbastanza lontana da casa per sentirmi entusiasta dell’esperienza e moderatamente nostalgica dell’Isola.
Vivevo in un appartamento poco fuori dalle mura storiche, con altre due ragazze; una lucana coi capelli lunghi neri e la riga in mezzo, che mi ricordava un’icona di Maria Maddalena, e la padrona di casa, una vispa venticinquenne wanna-be-avvocato, che lavorava aggratis in uno studio, in attesa di passare il concorso di abilitazione alla professione.

Ero entrata in quell’appartamento accettando alcune condizioni d’ingresso, che la padrona di casa mi aveva elencato all’istante:
– no uomini che rimangono a dormire in casa
– all’ora di cena si cerca di mangiare tutte insieme e i piatti si lavano subito dopo aver finito
– durante i mesi invernali i suoi genitori anziani sarebbero venuti a vivere con noi, perché abitavano nelle colline toscane dove faceva troppo freddo

Mi ero mossa con un certo ritardo nella ricerca della casa, e non ero nelle condizioni di poter controbattere.
Fino a quel momento non avevo trovato altre stanze libere o in buone condizioni; Siena è una città universitaria piccola e a quei tempi (lo è ancora?), abbastanza cara. La scelta era fra accettare le condizioni della padrona di casa, o andare a stare in uno di quegli orribili collegi semi-laici, dove le regole a cui sottostare erano ben peggiori che queste tre.

Pensavo che avrei avuto problemi soprattutto con le prime due regole, che a mio vedere violavano la libertà di disporre del mio tempo e degli spazi che affittavo.
In realtà, il problema maggiore venne dalla terza regola.
Le prime due regole si rivelarono abbastanza lasse, o almeno io iniziai a viverle così: pagavo una lauta retta mensile per quella stanza, e finii per trovare dei compromessi con la wanna-be-avvocato (e con la mia coscienza).
Il mio ragazzo rimaneva a dormire quando mi veniva a trovare, e mi organizzavo per cenare per conto mio quando non avevo voglia di socialità.
Ma per quanto riguardava i genitori di lei, non avevo voce in capitolo.
I ”pochi mesi invernali” diventarono tranquillamente autunnali e quasi primaverili, diciamo un buon 6 mesi all’anno. Che nella vita di una studentessa universitaria si traducono in una consistente porzione dell’anno accademico.
Mi ritrovai così a vivere in un’altra famiglia: ero andata via dall’Isola per fare un’esperienza che fosse la meno ”familiare” possibile, e invece dovevo dividere l’appartamento con due coetanee e due arzilli vecchietti; simpatici per carità, ma la loro presenza cambiava completamente la dinamica nell’appartamento condiviso.
Siccome la cucina non era abbastanza grande, dovevamo organizzarci in turni.
Loro cenavano puntualmente alle 19:30, con tavola apparecchiata di tutto punto, primo e secondo, frutta, tg delle reti Mediaset e chiacchiere a tavola.
Io e la lucana aspettavamo che il rituale familiare si concludesse per avere la cucina libera e poter mangiare, finalmente.

Capirete che questa cosa di non sentirmi libera degli spazi che affittavo arrivava a essere un attimo fastidiosa.

Così mi dedicai al blog, che divenne una pagina in cui raccontavo della mia vita da espatriata sarda e delle avventure con la famiglia Megafono. Li avevo rinominati così soprattutto per via della madre, che aveva un vocione baritonale e una tendenza alle urla quando parlava con sua figlia.

Erano tempi in cui le tariffe flat Internet casa non esistevano ancora: quando ti connettevi a Internet il ronzio confortante del 56k era compensato dall’ansiogena consapevolezza di star occupando la linea del telefono.
Se io stavo connessa a Internet, non solo pagavo gli scatti in bolletta, ma nessun altro poteva usare il telefono. E la famiglia Megafono non mancava di farmelo notare.

Ricordo le serate passate a scrivere su decine di documenti Word, che poi copiavo e incollavo sul mio blog Tiscali prima di pubblicarli a notte fonda.
Scrivere online, di getto come sto facendo ora, non esisteva. Era un lusso che come studentessa squattrinata, e oltretutto coinquilina di una famiglia con le sue regole, non mi potevo permettere.

Nonostante la frustrazione della vita con la famiglia Megafono in quei quasi 2 anni di specialistica (quasi, perché passavo molto tempo anche in Sardegna, soprattutto quando terminavano le lezioni), ho un bel ricordo di quel blog.
Tiscali Blog era una piazza in cui parlare virtualmente con altri blogger, in una maniera bella, aperta, senza autocensure. Non esistevano i social, nessuno si preoccupava di usare il proprio nome e cognome o di definirsi influencer. Riconoscersi, in quel marasma di parole, era praticamente impossibile, la maggior parte di noi decideva di mantenere l’anonimato.
E non esisteva il meccanismo del bloggo per ottenere qualcosa in cambio. Le aziende non ti cagavano di striscio, le strategie di marketing non erano arrivate a vedere nel blogging una fonte di introiti e sfruttamento di editor in cambio di un prodotto inviato a casa.
Si scriveva perché sì, perché ognuno aveva la sua storia da raccontare e non si aspettava niente in cambio, non c’erano numeri da analizzare.

Un po’ com’era successo con Splinder nel 2012, che aveva a suo tempo lasciato molti orfani, anche Tiscali Blog con questa chiusura definitiva si trascina dietro una bella epoca di blogosfera. Quella degli albori, genuina e disinteressata.

Photo by Luana Azevedo on Unsplash

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23 Risposte a “Tiscali Blog chiude, e con lei gli albori della mia esperienza di blogging”

  1. La chiusura del blog di Tiscali,stando ai post che ho letto, ha lasciato molti orfani di ricordi..
    Mamma mia la terza regola..non so come tu sia riuscita a sopravvivere in quella casa per 2 anni

    1. A volte me lo chiedo anche io! 🙂
      Ma passavo tanto tempo fuori casa e, quando non uscivo, la mia camera in affitto era il mio regno, lontana da tutti 😀

  2. Orfani ma cresciuti bene 🙂

    1. Begli adulti indipendenti 😉

  3. Se vuoi rivivere qualche ricordo dai un occhio qui https://lamiastoriaconinternet.it

    1. Ho partecipato su Twitter con l’hashtag ma non avevo visto il sito web, nostalgia pura! 🙂

      p.s. Bari a maggio, ci avevo pensato ma poi ho rinunciato, da Barcellona mi viene un po’ complicato. Ma è nella lista dei posti in cui voglio andare al più presto!

  4. P.S. = ma a Bari un salto non riuscite a farlo?

  5. Ti (vi) aspettiamo … magari sentiamoci e ti facciamo anche fare un talk agli incontri WP!

    1. Magari! 🙂 ♡

  6. Io il mio primo blog lo avevo aperto su Studenti.it e credo sia ancora lì, protetto da una barriera impenetrabile di password… poi è venuto Splinder, Blogspot, poi Bloggo e infine WordPress… leggendoli potrei ripercorrere una vita intera! E pensare che il primo l’ho aperto quando ancora non avevo un pc e navigavo dalla sala computer dell’università tedesca dove facevo l’Erasmus o all’internet café di un ragazzo iracheno, sotto lo studentato! Io per fortuna non ho mai dovuto condividere l’appartamento con i genitori di una coinquilina, ma pensa a quanti aneddoti e ricordi hai adesso da ripescare! In compenso la sottoscritta ha convissuto per mesi con una matta… anche nei vecchi blog ne parlavo! Sono proprio delle scatole dei ricordi e la cosa bella è che eravamo tutti curiosi di condividere le nostre esperienze umane, non c’era questa mania del “follow” o del commentare solo per avere traffico, o ancora peggio dello scrivere solo per avere visibilità. Secondo me era una condivisione più sincera, in qualche modo.

    1. È vero che esisteva anche quello di Studenti.it! Li hai provati proprio tutti 🙂 Davvero, se li si potesse rileggere uno dopo l’altro sarebbero decisamente diari di vita. Scrivere il mio ha reso molto più semplice marcare nella memoria certi aneddoti di quei due anni universitari, ma anche di quello che è venuto dopo, delle persone incontrate con cui ho condiviso pezzetti di vita
      (e comunque le storie di coinquilinaggio davano sempre gran buon materiale per i blog! :D)

  7. Argh, altri blog che vanno via dal blogroll… che malinconia!

    1. Un po’ si, fa malinconia!

  8. Che malinconia! Anch’io ho iniziato da Studenti.it! Veramente una vita fa.
    Mi è sceso un chilo e mezzo di vecchiaia addosso, solo con la prima frase del commento, quindi è meglio se mi fermo subito!
    Un abbraccio a tutte e due.

    1. Se mi mischi i chili con la vecchiaia, fai una combo pericolosissima, meglio fermarci 😀
      Abbracci!

  9. Bellissimo articolo. Io ho un mio blog su tiscali dove ho iniziato a scrivere per dare sfogo e che poi utilizzo per parlare di tradizioni religiose del mio paese (almeno…in prevalenza). Ho deciso di migrare su altro portale (http://confraroby.altervista.org/) portandomi dietro i 10 anni proprio questo periodo, di Blog. Non sono un gran blogger. A presto. Roberto

    1. Ciao Roberto! Gestire un blog è un’attività che può portare via molto tempo, ma secondo me l’importante è farlo con passione e per piacere, prima di tutto. 10 anni di blog sono un gran traguardo, complimenti!

  10. Scorrendo i “preferiti” del mio browser ho scoperto adesso che il mio vecchio blog su tiscali è stato cancellato.
    E meno male! 😉 Erano anni che tentavo di rimuoverlo ma per i tuoi stessi motivi (email chiusa) non ci ero mai riuscito.
    Poco male… era un blog dove “sperimentavo” wordpress, le mie attività stavano già altrove, quindi parliamo di un inutile clone.
    Nota: sono finito su questa pagina grazie a zio google che ti ha messo in prima pagina effettuando la ricerca “blog tiscali”.
    Ciao

    1. Ciao Caìgo, questa cosa dell’email chiusa a me era sembrata una cosa un po’ scorretta…ma tant’è, è andata così e come a volte succede, anche se non ci sono più prove tangibili rimangono comunque i bei ricordi di quel blog 😀

  11. Credo che fosse destino. All’epoca Tiscali era il mio gestore adsl, tieni presente che usavo la mail Tiscali SOLO per farmi arrivare la fattura, nessun altro aveva quell’indirizzo ma fatalità mi arrivava una montagna di spam!
    Non offrivano un buon servizio, spero (per loro) che le cose siano cambiate.
    Vabbè…chiudo. Colgo l’occasione per risalutarti e visto che il caso mia ha portato sulle tue pagine magari in futuro zitto zitto passerò a dare uno sguardo, è sempre interessante “leggere il mondo” visto da Italiani che vivono all’estero.
    Ciao

  12. Oggi è il grande giorno!

    1. Si è mangiato lo screenshot ! Riproviamo

      1. Non vedo lo screenshot, ma un minuto di silenzio per il giorno X 🙂

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