Dove se ne va il tempo – stabilire le priorità

Lavorare da casa a volte è un inganno. Un inganno mentale, per la precisione. Si cade esattamente nella stessa favola che gli altri immaginano quando sentono che, appunto, lavoro da casa. Chissà quanto tempo avrai a disposizione! – mi sento dire. Che giornate lunghe, quante cose si riescono a fare quando non si deve sottostare a un orario comandato da altri! – ribadiscono. Non vi biasimo, è lo stesso inganno in cui ricado anche io. Mi sveglio con l’idea che la giornata sarà lunghissima, che avrò molto tempo per rispondere a tutti le mail dei clienti, che possibilmente uscirò a fare una passeggiata, che potrò cucinare con calma, addirittura fare un’oretta di yoga [risate in sottofondo].

Il punto è che quanto sopra non avvengono mai tutte insieme. La lista delle cose da fare si allunga a dismisura, le mail dei clienti sono sempre più di quelle che pensavo, mi ricordo che non ho ancora iniziato quel progetto di traduzione per cui mi sono impegnata, che dovrei scegliere delle foto per un articolo di viaggio, e la finisco ad annegare nelle priorità del giorno lasciando tutto il resto in uno scalino della mia trachea. Sì, quello scalino che sta lì a non farci respirare bene quando le cose da fare si accumulano.

In mezzo a questa lista di to do ci sono poi le persone reali che mi fanno notare che non mi sono alzata un minuto dalla sedia. Male, molto male. Ma per fortuna che ci sono loro a scuotermi. Ed è grazie a queste persone che finalmente chiudo il pc ed esco all’aria aperta. Il pc chiuso è la fine del multitasking.

Dove se ne va il tempo? Quello che perdiamo non si recupera e imparare a stabilire le priorità è un’arte, non una cosa che tutti sono capaci di fare. Io per lo meno lo sto imparando con molta lentezza e a scapito del mio fondoschiena. Dolorante a fine giornata per il troppo star seduta. Male, molto male.

Stabilire le priorità, per esempio, vuole dire anche imparare a dire no a un nuovo lavoro quando mi viene proposto. Memore di quel che mi è successo qualche settimana fa, ho realizzato quanto valore ha il mio tempo: quello lavorativo va pagato, e quando non lo è vuole dire che si tratta di tempo libero, ergo, non equivale a lavoro per gli altri.
Per cui dovrei dire sì a nuovo lavoro solo quando ho un ragionevole lasso di tempo per poterlo incastrare fra gli altri lavori più prioritari.

stabilire le priorità - dove se ne va il tempo

Qui lo scrivo e qui cerco di non negarlo. Cerco, eh.

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Avete dei metodi da suggerire per migliorare la produttività e cercare di essere meno multitasking e più concentrati sulle priorità? Io ne sto provando alcuni di cui mi piacerebbe scrivere più avanti. Intanto, se avete rimedi, fatemi sapere!

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9 commenti

  1. Ciao Giulia, bella questione. Non sono sicuro di avere una risposta giusta. Per quello che riguarda la mia vita privata, mi rendo conto che faccio fatica a fare tutto quello che vorrei. Però mi rendo anche conto che “spreco” molto tempo. A volte faccio un’autocritica e tirando le somme vedo che certe cose le avrei potute fare senza difficoltà.
    Mi ritengo uno abbastanza programmato, ma probabilmente non a sufficienza. Come dici tu, mi lascio prendere dagli “imprevisti”, ciò che arriva tra capo e collo e a cui, comunque, non dici di no.
    Ovviamente, quando si parla di lavoro, la cosa diventa ancora più difficile da gestire. Però credo sia giusto trovare il modo di “staccare” ogni tanto.
    In questo periodo sto proprio ragionando sull’eventualità di fare qualcosa di mio. E credo che la gestione del tempo sarebbe uno dei primi aspetti da riuscire ad imparare ed affinare.

    1. Si, tendiamo a non considerare tanto la gestione del tempo nei nostri impegni lavorativi, ma mi sono resa conto che in realtà è uno degli aspetti principali su cui impegnarsi per ottenere buoni risultati…

      1. Se penso solo a quante volte ho costruito un calendario editoriale per il blog e poi l’ho sempre clamorosamente disatteso…

  2. Giulia, il mio metodo per riuscire a fare tutto quello che devo fare e incastrare quello che voglio fare per me sono le liste. Liste con priorita’, che includono andare in palestra o passare in erboristeria. Non faccio una lista di cose da fare “per lavoro” e una lista di cose personali, ne faccio una unica in cui devo decidere quale parte del mio lavoro puo’ aspettare a domani. Ha funzionato benissimo durante il mio dottorato, quando dovevo gestirmi al 100% da sola, e funziona anche adesso in ufficio, quando il carico di lavoro e’ immane (sempre) e devo decidere cosa puo’ aspettare a domani se voglio andarmene ad un orario decente. Prova! 🙂

    1. È una buona idea! Sono sempre stata amante delle liste, ma più per cose personali. Il problema di questo lavoro è che non posso preventivare quanto lavoro arriverà in un giorno, quindi mi viene proprio difficile chiudere tutto e andare via. Ma senz’altro mettere tutto insieme, lavoro e personale, può essere un’idea per avere un panorama di quante cose ci sono da fare in un giorno e dare una diversa priorità a ognuna 🙂 Grazie!

  3. Molti decantano la tecnica pomodoro (http://pomodorotechnique.com/) ma io non l’ho mai provata né mi ispira. Io riesco a fare tutto per tempo, ma lo vivo con molta angoscia. Senza contare che perdo molto tempo nei meandri della rete, ma forse non è necessariamente negativo perché mi tiene la mente leggera e i miei colleghi non si trovano né al bar né alla macchinetta del caffè, bensì su Internet. Se dovessi sedermi al computer e lavorare offline per 8 ore sarebbe come la mia vita d’ufficio di prima! Il lato negativo è che non si stacca mai. Perché se rispondi a un’email alle 19 puoi farlo anche alle 22, o il sabato mattina. Solo dopo anni sono arrivata a dichiarare sacra la domenica, nel senso che la domenica non accetto *nuovi* lavori, ma se devo terminarne uno lo faccio.

    Per me è molto difficile dire di “no” ai clienti perché tendo a vedere ogni progetto in termini economici ed è difficile rinunciare ai soldi, mentre nel lavoro dipendente non hai un capo che ti dice “se prepari questa presentazione in PowerPoint per lunedì ti do Y euro”, “quanto prendi per rendere presentabile questa relazione tecnica?” ecc.

    Inoltre, per la natura del lavoro freelance non è possibile fare tutto in 8 ore. Per esempio, siccome si lavora da soli non ci sono un altro paio di occhi che possono rileggere quello che hai scritto subito dopo che lo hai terminato, quindi devi dormirci su e rileggere il testo da sola il giorno seguente. Quindi ecco che un lavoro che magari richiede 4 ore non può essere eseguito in mezza giornata come suggerirebbe la matematica, ma necessariamente occuperà due momenti di due giorni diversi.

    Cmq anche in ufficio c’erano quelle mattinate che passavano senza rendersene conto perché si iniziava a fare qualcosa ma telefonate e colleghi ed emergenze si infilavano a ogni ora!

  4. La lista dei regali che vorrei fare a me stessa · Trent'Anni e Qualcosa dice: Rispondi

    […] etereo, una cosa che inizia solo quando chiudo il pc e con lui una gran parte del mio mondo. Il tempo e la sua organizzazione, è diventato un pilastro del mio quotidiano: nessuno scandisce gli orari per me, lo devo fare io, […]

  5. […] metto due minuti, è una risposta veloce” e scusanti simili vanno per la maggiore). La gestione del tempo e dell’organizzazione del lavoro quando è tutto nelle nostre mani è molto più complicata, […]

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