Lavorare da casa durante le festività e il valore del tempo libero

La mia routine di lavoro da casa durante il periodo natalizio ha preso una svolta decisamente rilassata.
Sono stata al paesello per qualche giorno.
Ho dormito nel mio lettone sotto strati e strati di coperte per non soffrire il freddo (si, anche in Sardegna fa freddo!).
Mi sono sempre alzata verso le otto, come al solito, vestita come se dovessi uscire con la differenza che dalla camera da letto passavo alla cucina: mia madre era indaffarata a preparare il caffè e mio padre ad accumulare la legna per accendere il fuoco nel camino.
Facevo colazione con i miei e poi verso le nove tornavo in camera, accendevo la stufa e iniziavo a lavorare.
Dalla finestra vedevo i monti del paesello, e ogni tanto il gatto si affacciava alla porta per salutare.
Intanto sul mio pc andava in scena la stessa dinamica di sempre: salutare i colleghi su Slack, leggere le conversazioni di chi lavora nel fuso orario Canada/USA, controllare le email dei clienti a cui rispondere con più urgenza.

E quindi, cosa cambia rispetto al resto dell’anno?

Cambia che mi sono sentita rilassata, senza fretta.
Non che quando lavoro da casa mia a Genova mi senta stressata, di solito no.
Eppure sono in uno stato mentale diverso.
Sarà che sulla scrivania avevo ancora resti di carta velina colorata, nastrini natalizi, i libri ricevuti in regalo.
Lavoravo sentendomi in clima festivo.
Non ho diminuito la quantità del mio lavoro, eppure mi permettevo di prenderla in modo diverso, più leggero, più indulgente.
Una pausa pranzo più lunga, magari venti minuti di sonnecchiamento sotto le coperte.
Quando staccavo, verso le sei e mezza, pensavo ma sì, anche i clienti sono ancora in festa.

In realtà ho semplicemente dato spazio al mio tempo libero, alla non urgenza di rispondere a tutte le email, usando la scusa delle feste per lavorare in maniera più rilassata.

E mi chiedo:

Perché non riesco a ritagliarmi più tempo libero anche durante il resto dell’anno?

Sono sempre più convinta che tutto dipenda da quel senso di responsabilità di cui non riesco a liberarmi.
Ho la tendenza a pensare che potrei fare di più, anche quando non è necessario.
Questo naturalmente non è un bene, e soprattutto in passato la conseguenza è stata che mi ritrovavo carica di lavoro senza poi riceverne effettivi benefici (in termini economici, o di semplice riconoscimento).

Ora che lavoro da sola, senza più un capo che mi carica di lavoro, mi sembra di essere il peggior capo di me stessa.
Quando tiro un sospiro di sollievo per un compito che finisce, mi viene in mente  che potrei subito passare ad altro.
Invece che concedermi una pausa premio o un momento di relax.
Inevitabilmente, il mio tempo libero ruota intorno allo schermo del pc e alla sua chiusura/riapertura.

Come usare a mio favore (e durante il resto dell’anno) la sensazione di calma del periodo natalizio

Non li chiamerei buoni propositi, ma ho identificato una piccola serie di punti da tenere a mente, molto personale, per cercare di mantenere questa sensazione di “senza fretta”.
L’obiettivo è dedicare più tempo a me stessa, lavorare con meno intensità senza perdere in qualità.
Voglio ridare un valore importante al mio tempo libero offline.

Non accendere il computer mentre faccio colazione

Certe abitudini sono dure da sconfiggere, ma questa è fattibile. Devo semplicemente evitare di lasciare il pc sul tavolo la sera, così da non ritrovarlo al suo posto quando faccio colazione. In questo dovrà aiutarmi anche il Guerriero, visto che già dal momento della colazione diamo seria prova della nostra nerditudine.

Ricordare che nessun cliente di un plugin WordPress è mai morto per una risposta non ricevuta nel giro di una giornata

Questo dovrebbe valere a grandi linee per tutti quei lavori che non hanno a che fare con direttamente con la medicina, l’ingegneria, chimica e affini. Praticamente valido per tutti i lavori di ufficio, certamente valido per i lavori che ruotano intorno al mercato di Internet.
Quindi diamoci una calmata, ecco, e rispondiamo con calma.

Fare una pausa a metà mattina e anche una all’ora della merenda

È la stessa frase che ho detto al Guerriero anche stamattina, mentre passeggiavamo fra le gelide strade genovesi mordendo una fetta di focaccia. Dovremmo farlo anche durante la settimana; sostituire l’abitudine salutare del “fare un salto alla macchinetta del caffè” di quando si lavora in ufficio. Sgranchire le gambe, prendere un po’ d’aria, magari iscrivermi in palestra… Ok ok, mi sto portando troppo avanti.

Fare stretching molto più spesso

È che io e le palestre abbiamo un pessimo rapporto. Solo una volta, tanti anni fa, sono riuscita a farmi convincere a comprare uno di quegli abbonamenti super convenienti, 16 mesi prepagati a un prezzo vantaggiosissimo. Peccato che poi abbia frequentato i corsi per si e no 3 mesi, prima di far impolverare il mio borsone da palestra in un angolo. L’unica palestra che sono riuscita a frequentare con costanza e felicità era il Centro Sportivo della Barceloneta: era a due passi contati da casa mia, aveva una terrazza enorme con solarium di fronte al mare, mi costava 42 euro al mese, corsi e piscina olimpica inclusi, 7 giorni su 7.
Senza questi attributi, l’unico sforzo sportivo che sono disposta a fare è lo stretching in casa, a qualsiasi ora del giorno.

Ridurre le distrazioni da smartphone

Ho iniziato disinstallando Facebook dal cellulare.
Ho poi seguito i consigli di Dana su come aumentare la produttività e ho ritrovato il mio quadernino di pelle rossa su cui prendere appunti.
Ora ho preso definitivamente la decisione di ridurre al minimo i servizi social che uso poco o che non mi soddisfano più. Facebook e WhatsApp sono due di questi, come ho anticipato qui.
Ci sono anche altre motivazioni per questa scelta, che spiegherò fra qualche giorno. Ma solo il pensare di ridurre queste distrazioni smart mi ha alleggerito tantissimo.

Leggere di più su carta, ogni giorno

Ridedicarmi ai libri di carta significa non avere uno schermo di fronte, e quindi ridurre la tentazione di cliccare verso lidi distraenti.
Al momento il mio libro post-vacanze è Giorni Cinesi di Agnese Terzani Staude, apprezzatissimo regalo natalizio di Margherita.

—❤︎—

Cosa fareste voi per prolungare la “sensazione di festa” del periodo natalizio?
In che modo date valore al vostro tempo libero durante l’anno?

—❤︎—

Photo Credits: Cathryn Lavery

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6 Risposte a “Lavorare da casa durante le festività e il valore del tempo libero”

  1. Cara Giulia, buon anno. Buon nuovo inizio, come tutti gli anni si ricomincia pieni di prospettive positive.
    Io ho deciso di sfruttare di più il mio tempo, come dicevamo qualche post fa, e così mi sono iscritto ad un corso su Coursera, che sto già frequentando dai primissimi giorni di gennaio, e a febbraio comincio il corso di primo livello da sommelier.
    Non so dove mi porteranno queste due cose, ma senza dubbio cercherò di dare seguito al proposito di sfruttare di più il mio tempo.
    E su Facebook ci sto facendo più di un pensiero, anche perchè ormai sono consapevole che non è un veicolo interessante per il blog come all’inizio immaginassi.
    Keep calm and facciamo di più quello che ci piace!

    1. Grande Stefano, hai iniziato benissimo allora! 🙂 Complimenti!
      Per me il primo passo è appunto questa pulizia della mia vita social, vediamo come va, devo ammettere che sono molto entusiasta della scelta 😛
      Hai ragione che per il blog Facebook non per forza lo strumento utile, credo che nel post a cui sto pensando per spiegare la mia scelta off-Facebook metterò delle considerazioni anche su questo.
      Facciamo quello che più ci piace, sottoscrivo!

  2. Io ogni tanto, da quando ho cambiato azienda, riesco a lavorare da remoto da casa…e no, non sono capace 🙁

    1. Ed è per il tipo di lavoro che fai? Non è comodo farlo da casa o ti mancano proprio i tuoi spazi lavorativi?

  3. Che bella scrittura frizzante hai, ho gironzolato un po’ nel tuo blog e ho letto dei tuoi viaggi, così ho capito che sei “genovese” da non tanto tempo, quindi mi fa ancor più piacere che ti piaccia stare qui.
    Hai ragione a proposito del tempo, bisogna saperlo gestire cercando di non disperdere le energie, cosa non semplice.
    Grazie di essere passata da me, buona serata!

    1. Vero, sono “genovese” da meno di un anno, scelta in un momento di obbligo ma con l’idea di provare a sentire meno nostalgia della mia altra città portuale del cuore, Barcellona 😉

Cosa ne pensi?