Le emozioni di un’italiana all’estero, l’iscrizione all’Aire e i plichi elettorali

Ieri sera tornando da lavoro ho trovato nella cassetta della posta (che funge anche da cassetta del contatore, va beh, qui hanno una passione per il multitasking) una busta grande bianca con il mio nome incollato sopra e una scritta rossa URGENTE che sulle prime mi ha fatto allarmare.
Ho pensato nell’ordine a un’ispezione della guardia di finanza, una richiesta di estradizione e una promozione Vodafone sotto false spoglie.
Invece era il plico elettorale per l’elezione dei comitati degli italiani all’estero, destinato a tutti coloro che hanno effettuato l’iscrizione all’Aire. 

Da poco più di un anno ho deciso di rimpolpare le file degli italiani all’estero iscrivendomi ufficialmente all’Aire, l’anagrafe italiana dei residenti fuori dal suolo italico.
Tipica domanda che può sorgere durante una conversazione fra italiani all’estero è infatti la fatidica “ma tu sei iscritto all’Aire?“.

Il dibattito è aperto e le coalizioni sono le seguenti:

gli anarchici, che fieramente ti rispondono “No, e non ci penso nemmeno!”

– quelli che cadono dalle nuvole, ti guardano dubbiosi e ti dicono “aiche?”

i puristi, che specificano anche la data esatta della loro iscrizione rimarcando l’importanza di non rimanere in clandestinità e di essersi diretti al Consolato subito dopo aver ritirato il bagaglio al terminal C

i sans papiers che si sono iscritti perché avevano bisogno di essere registrati da qualche parte

Io rientro nell’ultima categoria. Non è per niente difficile ricadere in questa casistica, è sufficiente una simpatica combinazione di eventi casuali ma non improbabili dovuti al fatto che ti trovi all’estero, hai un lavoro e un affitto da pagare, sei legalmente domiciliato in terra straniera ma non hai la minima idea di quali siano ora i tuoi legami con l’Italia perché:

– la tua ultima residenza legale si trova in un ridente centro del nord Italia in cui hai vissuto prima dell’emigrazione ma con il quale hai tagliato i ponti in seguito alla separazione

– non vivi da anni in casa dei tuoi genitori (e vade retro a spostare la residenza lì che se no il tuo stipendio si cumula al loro e l’ISEE aumenta che è una bellezza e tuo fratello deve pagare una sfracanata di tasse universitarie…)

– non hai altro posto in Italia che possa ragionevolmente identificare come tuo luogo di residenza

Per questo volente o nolente mi sono detta che forse sarebbe stato utile – anche a livello psicologico – ricollocarmi ufficialmente in un comune in cui vivo veramente, e fu così che l’Aire mi venne in soccorso.

Quello che bisogna spiegare a chi cade dalle nuvole dopo essersi ripresi dallo stordimento iniziale è cosa vuol dire essere iscritti all’Aire. Posto che ancora non ho scoperto in tutte le sue sfaccettature il magico mondo dell’anagrafe dei residenti all’estero, il riassunto è presto fatto:

Vantaggi dell’iscrizione all’Aire

– ti arriva il plico a casa con le schede elettorali, per esercitare il diritto di voto a distanza

– non devi tornare in Italia per rinnovare documenti ufficiali e ottenere certificazioni

– non hai più bisogno di fare la dichiarazione dei redditi in Italia (sempre che in Italia avessi un reddito…)

– non paghi più le tasse in Italia (a meno che non abbia lì figli da mantenere o proprietà immobiliari o altre fonti di reddito), il che a seconda del Paese in cui ti ricollochi può essere veramente una bella sorpresa

Svantaggi dell’iscrizione all’Aire

– perdi il diritto ad avere un medico di base che ti segua in Italia

– pare che le file al consolato per il rinnovo dei documenti di identità siano talmente lunghe da permetterti di figliare nel frattempo

Pensavo peggio e invece i vantaggi superano gli svantaggi, almeno nel mio caso – visto che in Italia non ho nessun possedimento a parte amici che amo e famiglia che mi manca, per i quali (almeno per il momento) non mi risulta si debbano pagare tasse.

Una presentazione ben fatta su cosa significhi iscriversi all’Aire è stata pubblicata da Linkiesta un paio di mesi fa.

Cosa succede se non mi iscrivo all’Aire?

Ultima preoccupazione a cui rispondere è “cosa succede se non mi iscrivo?“.
Ebbene, miei cari cadenti dalle nuvole, state molto attenti e all’erta perché…niente.
Non succede niente.

L’iscrizione all’Aire è infatti definita come un diritto-dovere: sono teoricamente obbligati a chiedere la registrazione entro i 90 giorni dal trasferimento della residenza tutti gli italiani che dichiarino l’intenzione di trasferirsi in territorio straniero per più di 12 mesi. Se non lo fate, semplicemente continuerete a essere considerati come residenti in Italia e di fatto la vostra vita ai fini civili non cambierà – semplicemente dovrete spendere qualche soldo in più se vorrete tornare in Italia in tempo di elezioni o quando vi scadrà il passaporto.

La scelta in sostanza dipende da quanto lontana è la vostra città straniera di accoglienza: più miglia accumulate nei vostri voli verso casa, più potrebbe essere una rogna non esservi iscritti all’Aire. In ogni caso, sappiate che potrete passare dalle fila degli anarchici a quella dei puristi in qualsiasi momento: non esistono sanzioni per chi si iscrive all’Aire “in ritardo”, ovvero nessuno vi chiederà “perché non l’hai fatto prima?” e questo non vi farà incorrere in nessun conseguenza legale.

E poi volete mettere la soddisfazione di avere il kit elettorale direttamente a casa e di compilare la scheda nell’intimità del vostro divano (o del bagno secondo l’ispirazione)?

E voi, expat che passate di qui, vi siete iscritti all’Aire?

✰·.··.·✰

Aggiornamento febbraio 2016

E se ti avvisassi quando pubblico un nuovo post?

✩ Aggiungi il tuo indirizzo email per ricevere i nuovi post direttamente nella tua casella di posta ✩

Il tuo indirizzo email è al sicuro, non lo condividerò con nessuno. Puoi decidere di cancellare il servizio quando vuoi.

8 Replies to “Le emozioni di un’italiana all’estero, l’iscrizione all’Aire e i plichi elettorali”

  1. mi hai fatto ridere di gusto! io iscritta all’AIRE parecchio in ritardo, categoria anarchica ma con senso di colpa. Del resto, ogni volta che ho a che fare con la nostra burocrazia (sia in patria che fuori) mi trovo a sperare di poter prendere un secondo passaporto un giorno, solo per poterla aggirare!

    1. eheeheh gli anarchici con senso di colpa mi erano sfuggiti! Bisognerà integrare la lista 🙂
      io ancora non ho avuto modo di lottare con la burocrazia italiana all’estero, ma mi preparo psicologicamente!

  2. Ciao. Molto interessante il tuo post. Anche io sto decideno se iscrivermi o meno all’Aire. Una curiosita dopo quanti anni ti sei iscritta all’AIRE? A presto

    1. Ciao Tano, io mi sono iscritta all’Aire forse un anno dopo il trasferimento, quando ho capito che sarei rimasta all’estero a lungo 🙂 tu dove vivi?

  3. Io sono in Romania da diversi anni e non mi sono iscritto. Vorrei iscrivermi e mi piacerebbe capire l’esperienza di altre persone che si sono iscritte dopo molto anni se hanno avuto problemi di qualsiasi tipo.
    Ciao

    1. No, nessun problema Tano. Se sei deciso a rimanere in Romania secondo me ti conviene iscriverti, è tutto più facile se puoi contare su un Consolato italiano vicino a te invece che tornare in Italia per fare qualsiasi cosa…

  4. Ciao a tutti,
    io vivo e lavoro in Francia da un paio d’anni e ho sempre fatto la dichiarazione dei redditi sia in Italia (dove ho un bene immobiliare che affitto) che in Francia. Ho deciso di iscrivermi finalmente all’AIRE, mi rimane solo un dubbio: indicare la data d’ingresso vera o no? Voi come avete fatto?

    1. Ciao Laura, grazie per essere passata di qua!
      Ho ricontrollato la mia documentazione per l’iscrizione all’Aire e avevo messo la mia data di arrivo, anche se risaliva a un anno e qualche mese prima della mia iscrizione. Non c’è una sanzione per una non iscrizione all’Aire, quindi secondo me puoi mettere tranquillamente la data effettiva di arrivo in Francia. Tanto più se è da anni che fai la dichiarazione dei redditi e lavori in Francia!

Cosa ne pensi?