La vida te da sorpresas, ¡oye camará!

L’estate porta cambiamenti, ma come al solito nel nostro caso rimangono belli sfumati in un futuro prossimo. Sappiamo che presto o tardi andremo via da Genova, per esempio.
Il che all’inizio mi ha fatto venire un’ansia da organizzazione che non vi dico.
Oddio, dobbiamo cercare casa, oddio se il trasloco proprio quando devo fare quel viaggio di lavoro, e via con gli oddio, giusto per evitare di dormire bene per qualche notte di fila.
Poi ho iniziato a calmarmi.
A riappropriarmi della già collaudata filosofia Un problema alla volta, che ha funzionato in momenti ben più critici di questo. Quindi ecco, con calma.

Non abbiamo ancora una data precisa di trasferimento. Potrebbe essere novembre, come dicembre, come gennaio (e a volte, mi dico, potrebbe pure essere mai, che di questi tempi vatti a fidare quando si parla di lavoro).

Quando pensavamo di aver risolto una volta per tutte i problemi burocratici di permessi di soggiorno e simili, eccoli che tornano alla carica.
I problemi burocratici hanno una voce tutta loro. Sono dei piccoli figuranti in giacca, cravatta e parrucchino, sul grigio andante, che dicono cose come:
Cucú, pensavate di esservi liberati di noi? Ingenuiiiii, se vi trasferite dovete aspettare che arrivino nuovi documenti!

Quindi aspettiamo, che vi devo dire. Tanto ormai, master zen dell’attesa, siamo diventati.
Datemi un sofà comodo e una connessione internet veloce e posso aspettare tutto il tempo che volete.

Intanto, nel mezzo del cammin, io mi ritrovo sempre più spesso a fermarmi nel mezzo di un’azione, al centro della stanza, con gli occhi inchiodati su un quadratino del pavimento in graniglia genovese.
Persa nel pensiero magnifico del ma sarebbe bello sapere di poterci fermare in un posto per sempre?

Che è praticamente il pensiero che ho rifuggito fino all’altro ieri, tipo.

Non siamo arrivati a Genova pensando che saremmo stati qui per sempre. Anzi.
Se vi ricordate come stavo un anno e mezzo fa, quando dicevo che non sarei riuscita a riabituarmi al ritorno in Italia…direi che l’idea era l’esatto opposto.

Poi come sempre succede quando lasci scorrere un po’ la vita al suo corso, è venuto fuori che vivere a Genova ci piace un sacco.
Che avere il mare così vicino è un proseguimento naturale della vita a Barcellona. Che venirci a vivere insieme, io e il Guerriero, ci ha fatto riscoprire il bello del vivere a lungo come turisti in un posto nuovo.
Viverci a lungo e il giusto per arrivare a pensare mah sai che non è poi così male?
È qui che ci freghiamo. Nell’innamorarci dei posti, nel provare a cercare il bello sempre, ricordandoci quali sono le nostre priorità.

Non avete idea di quante volte ce le siamo ripetuti, queste priorità.
E niente, quindi, aspettiamo, in attesa della data a sorpresa.

Perché la vida te da sorpresas, ¿no?

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7 Risposte a “La vida te da sorpresas, ¡oye camará!”

  1. e a questo punto, in attesa di sapere quale potrebbe essere la prossima destinazione!

    1. eheh in realtà la destinazione non è per niente sorprendente, anzi. È che semplicemente qui si perdono in fretta le speranze e si pensa sempre alla prossima pagina…e invece 🙂

  2. […] mi ha messo i bastoni fra le ruote in un momento in cui c’era già tanta carne sul fuoco. Il nuovo trasloco, la ricerca di una nuova casa, un bellissimo progetto di lavoro che mi avrebbe portato in Africa. […]

  3. Non ho capito… vi trasferite in Africa? Se non ho capito niente chiedo scusa, ma… non ho capito niente per davvero :D!

    1. No magari, nessun trasferimento così portentoso! Torniamo a Barcellona, che io avevo già rimosso dalla lista…invece il lavoro del Guerriero ci riporta lì, a sorpresa 🙂
      In Africa sarei dovuta andare la prossima settimana, mi avevano invitato a parlare a una conferenza, ma con la mano bloccata non mi sono sentita di affrontare il viaggio da sola 🙁

      1. Quindi di nuovo Barcellona… che sorpresa :). Ma sei contenta, immagino. Si legge proprio che sei innamorata di quella città. Ho dei ricordi bellissimi tra l’altro di Barcellona proprio in questo periodo, tanti anni fa. E di un’alba rosa stupenda, goduta in solitaria sulla Barceloneta. Un abbraccio!

        1. Cara, sì, di nuovo Barcellona, fra tutte le papapili che avevamo a disposizione! 🙂 Si vede che il legame era reciproco hahaha
          Le albe della Barceloneta sono sempre magnifiche, ma in autunno/inverno di più.
          Un abbraccio a te!

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