Il sorriso a Buenos Aires

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Ero appena arrivata da sola a Buenos Aires, era ottobre e il cielo non prometteva niente di buono, forse avrebbe piovuto o forse era la cappa di inquinamento che sovrastava l’Avenida Rivadavia a tappare l’aria. Fatto sta che non mi sentivo esattamente a mio agio in questa città nuova, enorme e caotica. Camminavo in esplorazione solitaria, direzione Congreso, quando fra le pareti grigie d’improvviso uno scoppio di colori mi cattura lo sguardo. Visto da vicino era un ammasso di geometrie e linee ondulate parallele, però facendo due passi indietro l’immagine completa si rivelava in tutta la sua bellezza.

Ogni tanto riguardo questa foto e ricordo la sensazione di quando ho scoperto che dietro quelle linee e sfumature c’era un sorriso.

Credo sia questa una delle immagini simbolo delle mie peregrinazioni bonarensi e del viaggio solitario in Argentina: scoprire l’immagine completa facendo due passi indietro, andare oltre l’ammasso di geometrie apparentemente senza senso e godere del contesto.

Applicare questo insegnamento alla vita di tutti i giorni è stato poi il passo seguente.

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3 commenti

  1. È davvero un bel consiglio di vita, grazie di averlo condiviso.

    1. grazie a te per averlo commentato 🙂

  2. […] un anno fa sono partita per il mio viaggio in Argentina. La meta la sapevo già da tempo, su quella non avevo dubbi: volevo tornare in America Latina, e […]

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