Andare a cena da sola, o come metto da parte la timidezza durante i miei viaggi in solitaria?

andare a cena da sola quando viaggio

Quando ho iniziato a viaggiare da sola, uno dei tabù più grandi da superare è stato quello di andare a cena per conto mio nei locali.
Se ci pensate, facciamo già un sacco di cose da sole nella nostra quotidianità: andiamo a fare la spesa, in palestra, dalla parrucchiera o dall’estetista, mangiamo al parco durante la pausa pranzo dell’ufficio, facciamo le pendolari in treno per andare a lavoro o all’Università…
Eppure quando si tratta di viaggiare per piacere, l’etichetta “da sola“ diventa improvvisamente un peso.
Ma anche quando viaggiamo da sole, dobbiamo pur mangiare. E se siete come me, magari amate pure mangiare bene.
E ok fare il pranzo al sacco per risparmiare, ma una cena in un locale dove mangiare la cucina locale (o di qualsiasi altra cosa di cui abbiamo voglia), ce la vogliamo concedere o no?

Ecco, io ci ho messo un po’ a superare il senso di vergogna nell’entrare in un ristorante o in un bar in veste di turista, e sedermi al tavolo da sola. Soprattutto la sera, che di solita si associa di più alle uscite in compagnia.

L’ho fatto di nuovo. A Bilbao.

Sono venuta a Bilbao da sola.
Era dal mio trasferimento a Barcellona nel 2012 che mi incuriosiva venire fin qua su. Ne ho approfittato per seguire una conferenza che mi interessava, e ci ho aggiunto due giorni di giretti di perlustrazione in solitaria.
Mi sono sistemata in una camera in AirBnb, a venti minuti di cammino dal casco viejo, il centro storico di Bilbao, e in casa di una signora boliviana che però ho incrociato poco e niente.

viaggio da sola a bilbao
vista dal ponte de La Ribera di Bilbao

La prima sera sono uscita con un languorino che è cresciuto prepotentemente man mano che mi inoltravo per las siete calles della città.
Fra un ponte e l’altro (solo nella zona urbana di Bilbao, ce ne sono 10), ho iniziato a pensare a dove mangiare per cena.
Alla fine sono entrata in un locale sotto i portici di fronte al mercato coperto de La Ribera: Cafeteria Palacio Arana (e ho appena scoperto che si trova in uno degli palazzi più antichi di Bilbao).
Ero in cerca di pintxos e i miei desideri sono stati esauditi.

Le mie tattiche per superare la timidezza quando ceno da sola in viaggio:

Due pintxos, una tostada e una birra. La mia prima cena in solitaria a Bilbao.
E mentre ero lì che mi intrattenevo fra clienti abituali e il rumore della strada ferrata lungo La Ribera, ho pensato di aver ormai sconfitto il blocco verso le cene in solitaria.
Come ho fatto? Boh, per fame, credo.
E poi mi rendo conto che cerco di applicare sempre la maggior parte di queste tattiche, che mi hanno reso man mano più facile questa esperienza:

    1. Non entro mai nel primo locale che vedo.

      Faccio sempre un giro di perlustrazione più lungo, per capire l’offerta del quartiere che sto girando, senza fretta. Mi appunto mentalmente i posti che mi ispirano, e cerco di ritornarci dopo, quando mi ritengo soddisfatta del mio giro esplorativo.
      Per mio gusto personale, se sono da sola evito di infilarmi in locali già troppo affollati. Non mi sento a mio agio in un locale super affollato; preferisco scegliere un posto che sembra frequentato da locali, ma che mi ispiri tranquillità e lentezza.

    2. Se è possibile mi siedo al bancone, non a un tavolo.

      Facile quando viaggio in Spagna, per esempio, dove i bar de tapas o de pintxos – come qui a Bilbao – vanno per la maggiore e si può scegliere se sedersi al bancone o al tavolo. Sedermi “a la barra“ mi fa sentire più integrata nel locale, ho a portata di chiacchiera la persona che sta dietro al bancone e il ghiaccio si rompe più in fretta.

    3. Cerco di attaccare bottone con i proprietari del locale o la persona che lavora dietro al banco.

      Di solito chi fa questo lavoro è abituato a socializzare con i clienti, anche quelli occasionali. Durante la mia prima cena a Bilbao per esempio ho conosciuto Juni, la ragazza che mi ha consigliato quali pintxos provare e mi ha preparato una tostada di formaggio di capra e cipolle caramellate veramente deliziosa. Mi sono seduta da sola, ma non ho sentito nessun senso di solitudine. Chiacchieravo con lei, studiavo un po’ la mia mappa, mi leccavo le dita e sorseggiavo la mia birra. Felice.

    4. Mi prendo il tempo di scegliere un piatto che mi ispiri.

      Se mangio da sola, soprattutto in un locale in cui non c’è wifi, voglio passare un momento piacevole in mia compagnia. Mangiare qualcosa di buono, di curioso, di goloso, mi fa sentire bene, impreziosisce il momento. Magari mi faccio consigliare dai camerieri e ne approfitto per scambiare quattro chiacchiere. In ogni caso, il mio obiettivo è uscire soddisfatta dal locale; anche se viaggio con un budget basso, cerco di mangiare qualcosa che mi soddisfi o che era nella lista dei piatti tipici da provare.

      andare a cena da sola - pintxos a bilbao

    5. Ascolto le storie della gente.

      Sono una curiosa; se godessi del super-potere dell’invisibilità me la passerei in giro per aeroporti, stazioni o ristoranti a osservare la gente e ascoltare le loro conversazioni. Quando mangio da sola in un locale, è inevitabile concentrarmi sui discorsi che sento attorno a me. Non ho nessuno a cui dedicare la mia attenzione e con cui condividere il tavolo, per cui apro le orecchie e ascolto mentre mangio. Adoro farmi delle idee sulle persone in base a quello che dicono, come lo dicono e a chi. Mi immagino la loro vita nella città che sto visitando e mi intrattengo tantissimo, dimenticando di essere sola.
      Capita spesso, poi, che da ascoltatrice passiva venga anche coinvolta nella conversazione. Soprattutto se mi sono seduta al bancone, o se la circostanza si presta all’allargamento della discussione anche al resto dei presenti.

Ho sempre pensato di essere una gran timida, invece viaggiando da sola ho scoperto che non è più così.
È stato un esercizio graduale, a volte forzato dal fatto di essere concretamente sola e per lunghi periodi di tempo, come tutte le volte in cui mi sono trasferita da sola in una città nuova.

Il trasferimento a Barcellona poi mi ha definitivamente aperto le porte alla solitudine per scelta (e piacere).
Ho imparato a lasciarmi volentieri includere nelle conversazioni con gli estranei.
E a sorridere anche a occhi che non conosco, a non aver paura che mi si attacchi bottone, ad aver fiducia nel mio istinto quando sento di potermi fidare delle persone che incontro nei miei viaggi in solitaria (e ovviamente anche quando è il caso di girare i tacchi).

—❣—

A voi piace cenare da soli?
Se avete anche voi delle tattiche che vi hanno fatto combattere la timidezza della cena in solitaria, scrivetele nei commenti!

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Leggi anche:
Viaggiare da sola per lavoro: la mia prima volta a Parigi
Di quella volta che mi ritrovai da sola a Buenos Aires

E dal blog di Viaggio da Sola Perché, due post di Barbara:
Vuoi uscire con me stasera?
A Napoli nessuna mangia da sola: tentativi (felicemente) falliti di cene in solitaria

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6 commenti

  1. Anche io avevo delle remore a cenare (o pranzare da sola), ma poi ho scoperto di essere celiaca e ho iniziato a farlo molto piu’ spesso. Quando visito qualche posto o sono in giro per lavoro ho solo un numero molto limitato di posti in cui posso mangiare, e l’opzione “panino/ trancio di pizza al sacco” per me non esiste. Allora li prendo come momenti per me, e mi e’ anche capitato in realta’ di conoscere gente molto simpatica (complice poi che tra celiaci ci si capisce)

    1. Esatto, sono proprio momenti per te, dove sei libera di socializzare se vuoi, stare zitta se non ne hai voglia…e riempirti la pancia come piace a te!
      🙂

  2. Ciao Giulia! Per un lungo periodo ho cenato sola quasi ogni giorno, ma per necessità. Ho fatto la cameriera quando ero poco più che maggiorenne e mangiavo prima di entrare a lavoro. In quelle circostanze non sentivo il peso, era una cosa veloce. Non ho mai cenato o pranzato fuori da sola per scelta, non mi piace particolarmente, un po ‘per timidezza un po’ per noia. 🙂

    Ti ammiro molto in realtà proprio per tutti i tuoi viaggi in solitaria, io ho molta paura di annoiarmi perciò evito. Poi noi giriamo sempre in tre (il terzo è il cane :P)!

    1. Quella di annoiarsi è una delle paure più comuni quando si inizia a viaggiare da sola 🙂 ma in realtà secondo me è più un blocco mentale, ci sono un sacco di cose che fai sicuramente in completa solitudine e non hai paura di annoiarti facendole! Se viaggi verso destinazioni che ti scegli per tua profonda curiosità, e adatti il viaggio ai tuoi ritmi, è veramente difficile annoiarsi!

  3. Che bella Bilbao, credo sia una delle mie citta’ preferite. E’ una delle vacanze che ricordo con piu’ piacere, tra architettura, pintxos e i (molti) bicchieri di Crianza che ho gustato.

    In passato ho viaggiato in solitaria e ora mi trovo a farlo di nuovo per forza di cose ma devo dire che le persone piu’ interessanti le ho conosciute entrando in un locale per fatti miei o nelle sale comuni degli ostelli 🙂

    1. Sono molto d’accordo con te, le persone che sto incontrando durante i miei viaggi in solitaria sono fra le piú interessanti che conosca!

Cosa ne pensi?