Perché ho deciso di chiudere il mio account Facebook

La prima piccola rivoluzione del 2017 si è manifestata nella prima settimana di gennaio, su un Flixbus che da Zurigo mi portava a Genova. Dopo 10 anni di attività, ho deciso di chiudere sia il mio account Facebook che quello Whatsapp. Era una decisione che avevo in testa da qualche tempo ormai, ma non mi ero ancora decisa. Sapevo di volerlo fare, ma per pigrizia trovavo diverse scuse per rimandare. Eppure ogni volta che aprivo la mia homepage Facebook sentivo quel malessere che mi ricordava di darmi una mossa. Solo la calma post-natalizia è riuscita a coinvolgermi nell’umore giusto per farlo.

Come ho deciso di chiudere il mio account Facebook

Ero sul Flixbus, rilassata all’idea di avere davanti circa 4 ore di viaggio prima della sosta a Milano. Stavo leggendo le ultime notizie sul mio feed Twitter, quando ho visto questo articolo: Get your loved ones off Facebook [Tieni i tuoi cari lontani da Facebook, ndr].

È un articolo la cui versione originale risale a gennaio 2015, scritto in occasione di una delle più grandi modifiche fatte da Facebook alle condizioni di privacy per i suoi utilizzatori (l’ultima di una lunga serie).
È un articolo che si legge in circa 20 minuti, ma che riassume molto bene il modo in cui Facebook utilizza i nostri dati: se vi prendete la briga di leggerlo, sono sicura che – come  me – scoprirete delle cose interessanti su quanta parte della nostra vita stiamo dando in pasto ai robot di Mark Zuckerberg.

Non essere pigra, mi sono detta  – prenditi ‘sti venti minuti di tempo, già che su questo bus non c’è molto altro da fare.

Molte delle informazioni che ho trovato in questo articolo le avevo già lette in altri articoli. Ma ho potuto mettere insieme diversi pezzi della storia di cui ero all’oscuro.

Quello che Facebook fa con i nostri dati e che non mi piace per niente

La parte più impressionante di questo articolo è stata leggere una dietro l’altra le azioni messe in atto da Facebook, spesso senza che noi utenti ne siamo coscienti. Queste quelle che mi hanno impensierita di più:

  1. Facebook usa i nostri like in maniera arbitraria e non autorizzata, per raccomandare prodotti su cui non abbiamo mai cliccato, ma che compariranno comunque nelle bacheche dei nostri amici.
    Avevo avuto i primi dubbi più di un anno fa: mi ero accorta che molti dei contenuti sponsorizzati che apparivano nella mia bacheca includevano i like di alcuni miei amici. Niente di male, ma la cosa mi puzzava perché si trattava di persone che erano solitamente molto caute nelmettere like nei post altrui. E ancora di mi stupiva che avessero messo un like a multinazionali o prodotti poco diffusi in Italia. C’erano delle incoerenze che mi puzzavano, e avevo iniziato a chiedermi cosa vedessero di me i miei contatti, a mia insaputa. Non c’è modo di controllarlo, ne di sapere quando Facebook decide di usare i nostri like senza permesso.
  2. Anche quando non siamo dentro Facebook, i nostri dati di navigazione sul web vengono raccolti e utilizzati da Facebook per migliorare i loro algoritmi e conoscerci meglio. Ogni volta che una pagina contiene un tasto Facebook, le parole chiave della pagina che stiamo leggendo vengono associate a noi e magicamente i contenuti che vedremo nella nostra bacheca Facebook riporteranno si adatteranno a quanto leggiamo quando navighiamo il web. Ve ne siete già accorti, no? Non vi siete mai chiesti come fa Facebook a sapere che volete andare in vacanza in Grecia, o che state pensando a comprare un paio di stivali nuovi? O peggio, come si permette Facebook di consigliarvi la vitrificazione di ovuli, solo perché siete donne sui trenta e casualmente single? Anche in questo caso, non ci sono opzioni della privacy che vi consentano di disabilitare questo tracciamento del vostro comportamento online.
  3. Facebook può usare il riconoscimento facciale (lo stesso con cui riconosce gli amici che non sono ancora taggati nelle vostre foto) per raccogliere dati circa il luogo in cui vi trovavate in una certa data. Farlo è un gioco da ragazzi, voi gli date la foto, e lui ci aggrega i dati GPS, data, ora, contenuti nel file immagine.
  4. Usando Facebook, facciamo inconsciamente la spia sulle vite degli altri, anche di chi non è su Facebook o ha deciso di esserci con un account fake (es. con nome e cognome modificati, come facevo io). Se ad esempio avete fatto una sincronizzazione dei contatti con Facebook, cioè la funzione “Trova Amici” che vi permette di vedere chi – delle persone che conoscete – ha già un account, avete praticamente dato in pasto al robot tutta la vostra rubrica telefonica/email. Il nostro beniamino social, quindi, ora sa chi sono i vostri contatti, vi dirà chi di loro è già registrato, ma si terrà ben strette le altre informazioni. È così che vengono creati i “profili-ombra“, cioè un database con tutti i dati che voi personalmente non avete mai inserito in Facebook, ma che lui conosce comunque, come il vostro numero di telefono o magari il vostro indirizzo di casa. Fa lo stesso anche con i dati dei vostri amici/conoscenti che sono nelle vostre rubriche ma che non hanno mai aperto un profilo Facebook. Esempio vicino, mia madre che riceve un’email da parte di Facebook, senza che nessuno l’abbia invitata a registrarsi: è Facebook che la vuole e la informa che già diverse persone che lei conosce personalmente hanno un account, perché lei ancora no?!
  5. Ciò che scrivete su Whatsapp viene archiviato anche da Facebook. Si, ad agosto 2016 WhatsApp ci ha avvisato che voleva usare “le informazioni del vostro account WhatsApp per migliorare le pubblicità e la funzionalità dei prodotti del vostro Facebook”. Abbiamo seguito le istruzioni per bloccare questa comunicazione trasversale fra le due applicazioni, e ci siamo tranquillizzati sul fatto che Facebook non pubblicherà le informazioni che diamo tramite WhatsApp. Ok, non le pubblica, ma mica ci ha garantito che non le archivierà. Quindi torniamo al punto precedente, gli algoritmi di Facebook sono contenti anche se non pubblicano: per loro è sufficiente archiviare e fare la gioia di terze parti che poi compreranno quei dati e ci faranno un bel gruzzoletto sopra.

Ma io non ho niente da nascondere, perché dovrei preoccuparmi di dare i miei dati a Facebook?


Photo: William Iven

Questa sembra essere l’obiezione più diffusa che ci auto-ripetiamo quando leggiamo questo tipo di informazioni; l’ho fatto anche io, diverse volte.

Il motivo per cui, secondo me, dovremmo rifiutare di condividere la nostra vita su Facebook, sapendo oltretutto che non si tratta di sola anagrafica ma anche di dettagli privati, immagini, letture e via dicendo, è che perdiamo il controllo dei nostri dati.

Facebook ci conosce meglio di nostra madre, meglio del nostro partner.

Sa dove viviamo, chi sono i nostri amici, quelli attuali ma anche quelli che risalgono ai tempi dell’asilo. Sa cosa mangiamo, dove andiamo in vacanza, sa quando cambiamo lavoro, quando ci tagliamo i capelli. Sa che libro stiamo leggendo, sa se stiamo frequentando un ragazzo nuovo prima che lo sappia il nostro giro di amici più stretto, sa se abbiamo intenzione di sposarci o se stiamo pensando ad avere un figlio. Sa se siamo malati e se siamo solo degli ipocondriaci. Sa se vogliamo dimagrire, sa con buona probabilità cosa voteremo alle prossime elezioni, sa se abbiamo tradito o se siamo stati traditi.
Non so, vi sembra poco?

Io direi che tutti, nessuno escluso, abbiamo qualcosa da nascondere a Facebook: e questo qualcosa si chiama semplicemente privacy.

Senza ricorrere ai massimi sistemi, pensate a quello che fate, immaginate, leggete, nella vostra vita quotidiana e che cercate poi sul web.
Ok, ora pensate a quante di queste cose condividereste tranquillamente con il vostro compagno o con i vostri migliori amici o con la vostra famiglia.
Magari il 70-80%, se vi va bene?
E che dire di quel 20-30% che vorreste tenervi per voi, perché si tratta appunto di pensieri intimi o fantasie o progetti che per il momento non siete pronti a condividere con l’esterno?
Indovinato, Facebook lo sa già, e non si farà scrupoli a venderlo al migliore offerente.
(Conoscete già il caso di scuola della tessera fedeltà del supermercato e dell’adolescente la cui gravidanza viene scoperta dalla famiglia prima che lei avesse modo di confessarlo, no?).

E poi c’è la questione del sovraccarico di informazioni e dello spegnimento del cervello mentre il pollice scorre sull’homepage

A tutta questa filippica incentrata sulla privacy, aggiungo poi una motivazione sentimentale, di pancia.
Ve lo confesso: erano mesi che aprire la bacheca Facebook mi creava un malessere da sovraccarico di informazioni.
Che fossero la guerra e le vittime in Siria, i gattini che rotolano su un pavimento in parquet, le foto di viaggi, di colazioni, le discussioni politiche, le riflessioni profonde e le frivolezze.
Era tutto lì, a portata di pollice e di curiosità morbosa.

Diverse volte durante la giornata, sentivo il bisogno di entrare su Facebook.
Avevo bisogno di staccare il cervello e scorrere l’homepage senza un motivo preciso, solo per il gusto di farlo.
Eppure la mia vita può continuare tranquillamente anche senza sapere che la mia ex compagna di liceo che non vedo da circa quindici anni, ha un nuovo compagno; o che amici di amici sono andati in viaggio di nozze in Papua Nuova Guinea; o che un tizio con cui non parlo da secoli ha tendenze razziste.
La maggior parte delle cose che leggevo sulla mia homepage Facebook aveva un impatto quasi nullo nella mia vita.
Però era un placebo per i momenti di noia. Era anche un placebo per quelle relazioni che si stirano stancamente da un anno all’altro senza reale interesse: avete presente, immagino.
Gente che è nella lista dei vostri amici Facebook perché “così rimaniamo in contatto” ma con cui avete poco o niente in comune, però fa brutto eliminare.
Gente con cui ricordate di essere stati amici ma che non si fa sentire mai ma proprio mai, e voi ancora meno con loro.
Gente. Parole. Rumore di fondo.
Per anni ho cercato di educare Facebook, chiedendogli di nascondere gli aggiornamenti sulle persone che non mi interessano veramente, o i cui pensieri mi offendono.
Ho sempre rifuggito il pensiero che valga la pena usare Facebook per rimanere in contatto solo con chi la pensa come me. Per me sarebbe equivalso a chiudermi in una bolla di pensiero: la stessa che, per esempio, pare aver fregato quella gran parte di statunitensi che credeva che Trump non avrebbe mai vinto le elezioni (a questo proposito, consiglio l’articolo: How We Broke Democracy, [Come abbiamo rotto la democrazia, ndr]).

Eppure Facebook non sembrava collaborativo: finivo sempre per vedere le stesse cose, lo stesso tipo di argomenti, ogni volta che aprivo l’applicazione. Per non parlare del fatto che, fra i quasi 500 amici che avevo in lista, continuavo sempre a vedere la stessa cinquantina di persone.
Ma dove stavano tutte le altre 450?!
Anche questo è uno dei trucchetti di Facebook che vale la pena tenere a mente, ma di cui non voglio parlare qui (questo post sta diventando già troppo lungo).

È così che Facebook ha iniziato ad annoiarmi, e a darmi questa sensazione di bolla informativa (sì, la stessa che avevo voluto evitare) e malessere. Allo stesso tempo, una parte recondita del mio cervello aveva bisogno della dose di Facebook ogni tot ore, una specie di iniezione di endorfine.
Una dipendenza che non mi piaceva per niente.
Inizialmente ho disattivato Facebook dal cellulare, per evitare l’effetto-automa con il pollice che scorre sullo schermo alla ricerca di qualcosa che valga la pena leggere.
Questo mi ha permesso di non aprire Facebook come prima attività della giornata (ancora prima di alzarmi dal letto), e pian piano mi sono accorta che l’impulso ad aprire la mia bacheca durante il giorno si attenuava.
Fino ad arrivare al viaggio in bus di cui sopra, e alla consapevolezza che ero pronta a lasciare definitivamente il mio mondo Facebook.

[Ammetto che ha avuto una certa influenza anche una puntata di Black Mirror, intitolata Nosedive e che vi consiglio di vedere. Guardatela, pensate a come usiamo i social media ora e quanto siamo lontani-eppure-così-vicini alla storia di Nosedive.]

E poi ho eliminato anche la pagina Facebook di Trent’Anni e Qualcosa

Avendo deciso di annullare i miei due account (quello di Giulia Calli, che è lo pseudonimo che uso per il blog, e il mio account “vero”), ho dovuto propendere anche per chiudere la pagina Facebook del blog.

In realtà, anche qui c’è stata una motivazione di pancia. Avrei potuto mantenere un account finto, senza amici, solo per mantenere in piedi la pagina.
Ma il punto è che anche la pagina Facebook di Trent’Anni e Qualcosa iniziava a crearmi malessere: assomigliava sempre più a un’alternativa al blog, un sostituto più immediato in cui scrivere.
Molto più facile pubblicare una foto sulla pagina Facebook con un commento, che non prendermi un’ora per scriverci un post qui su WordPress.
Molto più gratificante vedere i like aumentare sotto a un post Facebook, che fioccano più numerosi dei commenti a un post qui sul blog.
Semplicemente perché non solo per me, ma per tutti, usare il pollice per mettere un like da smartphone è molto più rapido che entrare in una pagina web, leggere un contenuto lungo e decidere di interagire.

Mi sono quindi resa conto che scrivevo per due pubblici diversi, quello più reattivo di Facebook e quello più riflessivo qui sul blog. Un doppio dispendio di energie che non mi piaceva più.

Chiudere la pagina Facebook del blog mi penalizzerà nella diffusione del mio contenuto?

Probabilmente sì. Niente come Facebook aiuta a diffondere i propri contenuti online.
Il vantaggio, però, è che non devo più preoccuparmi anche della pagina Facebook, e posso dedicarmi solo ed esclusivamente al blog.
Chi arriverà qui e deciderà di fermarsi, lo farà perché veramente interessato a quello che scrivo, e non perché ho scelto un’immagine accattivante per catturare l’attenzione del pollice-automa che scorre una bacheca Facebook.

Naïf? Forse. Ma se uno dei miei obiettivi è quello di recuperare più tempo libero per me stessa e per le cose che mi fanno stare bene, liberarmi anche dei fardelli social è quasi un obbligo.

C’è solo stata un piccolo compromesso da mantenere.
Per motivi lavorativi che eludono da questo blog, non avere uno straccio di account Facebook non è possibile.
Ne ho dovuto aprire un altro, completamente falso e con un’email nuova di zecca (non Gmail).
Un nome inventato, una data di nascita falsa, nessuna foto, solo pochi contatti che mi servono per continuare delle collaborazioni che non voglio tagliare.
Praticamente sono diventata un troll.
Però ci tengo fuori la mia vita reale, non accedo dal cellulare, e mi disconnetto ogni volta che ho finito di lavorarci sopra.

Lo so, non è sufficiente per combattere la spia di Facebook, la fuga di dati personali non è evitabile, ma almeno ne ho maggiore controllo.

—♥︎—

E ora tocca a voi!
Qual è la vostra relazione con Facebook?
Avete mai pensato di chiudere il vostro account storico?
Oppure non lo fareste mai, a prescindere da tutto?

E se ti avvisassi quando pubblico un nuovo post?

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34 commenti

  1. Hai detto in modo cristallino quello che io penso da tempo.
    Ho eliminato molti contatti da Facebook con cui non avevo più rapporti da tempo, ho eliminato ogni foto privata e attivato il controllo dei contenuti condivisi sul mio profilo. Non ho praticamente postato niente su Facebook negli ultimi tre anni. Lo stesso fa il mio fidanzato, e credo (credo) che Facebook non lo sappia che conviviamo da anni. Sono stata tentata più volte di chiudere il profilo e anch’io come te, ho eliminato l’accesso dal cellulare.
    Mi sa che prima o poi passerò alla fase attuativa, come hai fatto tu, ma ci sono persone con cui non ho alcun contatto al di fuori di Facebook, e non li posso “educare” a scrivermi sulla mail, perché sono fatti così. Togliermi da Facebook equivale ad eliminare del tutto quelle persone dalla mia vita, e non sono sicura di volerlo fare.
    Ci penserò su, grazie per questo post così articolato e ben spiegato!

    1. Uhm, sul punto rimanere in contatto con gli altri, anche io ho avuto momenti di tentennamento per questo. So che ci sono persone pigre, che non hanno la minima intenzione di provare a comunicare in modo alternativo, ora che sono abituate ad avere tutto sotto Facebook e Whatsapp.
      In queste prime settimane senza questi due colossi, è interessante vedere chi si prende la briga di comunicare in altro modo invece che tagliarmi fuori dalla loro vita; perché di modi alternativi per comunicare ne abbiamo a bizzeffe: email, chat di Gmail, Telegram, Skype, sms e chiamate…sono le mie alternative, ma sicuramente ce ne sono anche altre 🙂

      1. Sì, è vero, e questo è quello che penso anch’io. Le persone che non voglio perdere sono quelle conosciute in Turchia, non hanno la mia mail (sono iscritta a Facebook con una mail che non esiste neanche più) e ho cambiato così tanti numeri di telefono da allora che anche se ce l’avessero non sarebbero più in grado di contattarmi. Inoltre avevo notato (con spavento, ma tant’è) che in Turchia Facebook era l’unico modo per comunicare sul web. Nessuno mandava mail, né usava Whatsapp. Solo ed esclusivamente Facebook. Tanto che, se dovevo comunicare qualcosa agli studenti, dovevo scriverlo su Facebook perché la mail non sapevano neanche trovarla. Questo intendo quando dico che nessun altro modo sarebbe in grado di aiutarmi a mantenere il contatto con loro. Ma immagino che quando anche questo rapporto si sarà diluito nelle pieghe del tempo, allora non avrò più remore a chiudere baracca e burattini! 🙂

  2. Hai ragione. Io – come tanti – tengo Facebook per rimanere in contatto con persone che altrimenti avrei perso da tempo. La mia unica debolezza sono le fotografie, non tanto di persone, ma di luoghi… mi piace fotografare e ne carico spesso su Facebook. Ho pensato spesso a chiudere l’account, ma in un modo o nell’altro rimando sempre. Però l’ho tolto dal cellulare, ed è già un gran bel cambiamento.

    1. È vero, toglierlo dal cellulare è un gran cambiamento. Io non ho mai avuto l’app Facebook, ma comunque avevo l’accesso istantaneo da browser. Fare il log-out definitivo e cambiare la password mettendone una impossibile da ricordare a memoria sono stati un gran bel deterrente 🙂

  3. Facebook sul mio smartphone è stata eliminata quasi subito, prima di tutto per un aspetto “tecnico”: rimanendo aperta in background, mi esauriva in pochi giorni i Gb disponibili. E poi, c’era il problema del pollice anche per me.
    Sto facendo un’attenta valutazione anche io. Credo che sia più un discorso di autoconvincimento. Sostanzialmente non uso più Facebook da tempo, condivido soltanto i post del blog. Però hai ragione tu, alla fine la pagina Facebook diventa un altro sforzo che non posso permettermi in realtà.
    Probabilmente manterrò ancora Twitter, per il resto mi sto sempre più de-socializzando.

    1. Io sto prendendo piede su Twitter, il mio account “vero” e che uso per rimanere in contatto con persone che conosco per lavoro mi dà molti spunti interessanti 🙂 può avere più potenziale di Facebook, a seconda degli argomenti che si trattano.

    2. Io sto prendendo piede su Twitter, il mio account “vero” e che uso per rimanere in contatto con persone che conosco per lavoro mi dà molti spunti interessanti 🙂 può avere più potenziale di Facebook, a seconda degli argomenti che si trattano.

  4. Ho un account Fb da fine 2007: il mio primissimo account è stato sostituito da uno nuovo di zecca nel Dicembre 2008 dopo circa 4 mesi di silenzio social (anche se, nove anni fa, i social non erano certo come adesso).
    Mi è utile per tantissimi motivi Fb e il gioco vale la candela: condivido quello che voglio condividere, mi accerto di uscire da Fb quando sto per spegnere il pc e, sebbene sia consapevole del fatto che non basta x avere una privacy protetta al 100%, i pro sono maggiori dei contro.
    La pagina Fb del blog mi serve essenzialmente per condividere post del blog o, saltuariamente, se mi serve qualcosa (ad esempio quando mi serviva aiuto per cercare qualcuno in grado di farmi la grafica del blog o qualcuno in grado di risolvere un problema con l’html) e oggettivamente il 90% delle visite ai miei post vengono da lì, chiudere la pagina sarebbe un suicidio per il blog.

    1. A me invece è successo un po’ il contrario, da quando ho chiuso la pagina Facebook sto avendo molte più visite sul blog. Non so se sia perché sto lavorando anche molto sul “dietro le quinte”, o se sia un effetto traino della chiusura annunciata sulla pagina. In ogni caso, come ho spiegato nel post, per me la pagina Facebook del blog stava diventando un placebo che mi allontanava dalla scrittura sul blog. E soprattutto mi teneva un po’ schiava dei like e dei numeri di “reach”, senza avere poi lo stesso riscontro sul blog.
      Credo che l’utilizzo dei social abbia un’utilità variabile a seconda degli argomenti che si trattano e del tipo di pubblico che ci si è costruiti con il tempo 🙂
      Per quanto riguarda il Facebook “a uso privato”, ognuno valuta i pro e i contro dell’usarlo o meno; secondo me basta rendersi conto di quando l’uso diventa “forzato” e dà pochi benefici, come è successo a me 🙂

  5. Anche io sono stata spesso tentata di chiudere il mio profilo e credo di non averlo fatto per pigrizia, soprattutto. Pero’ l’ho disinstallato dal cellulare anche io, perche’ mi rendevo conto della perdita di tempo che rappresentava lo scorrere sulla bacheca senza senso. E’ interessante come anche tu abbia parlato del senso di fastidio che provavi nell’accedere a Facebook perche’ e’ esattamente quello che provo anche io, motivo per cui posto pochissimo e mi ci collego davvero di rado. Non capiro’ mai quelle persone che ci passano la loro vita o che condividono qualsiasi informazione.
    Quello che c’e’ scritto nell’articolo che hai condiviso e’ agghiacciante, davvero. Forse quella sara’ la spinta necessaria a chiudere il mio account definitivamente.

    1. Non sapevo come esprimerlo esattamente, ma “malessere” è l’unica parola che mi è sembrata calzante. E non è che apparentemente ci fosse un unico motivo, non `che la mia homepage fosse popolata di post orribili o fastidiosi, al contrario. Però ogni volta che la aprivo mi sembrava di sentire solo tanto chiasso! 🙂

  6. io non ce la faccio. ammetto. vorrei ma non posso…

    1. Non ti forzare allora, anche io sono stata nel “vorrei ma non posso” per tanto tempo! 🙂

  7. Ciao, condivido pienamente quello che hai scritto.
    Purtroppo sono ancora molto dipendente da fb, lo trovo una perdita di tempo e potrei utilizzare quel tempo per attività più importanti.
    Mi piacerebbe “disintossicarmi” e spero, come primo passo di riuscire a disinstallarlo dal cellulare.

    1. Provalo Antonella, disinstallarlo dal cellulare fa tanto! 🙂 …e poi si può sempre tornare indietro, se proprio non ti va di lasciarlo!

  8. Gran bel post, cara la mia Giulia Calli! Hai dato forma agli stessi pensieri che faccio ormai da molti anni. Anche io pubblico sempre meno e cerco di dare meno informazioni personali possibili, non pubblicare foto in cui mi si vede chiaramente e quant’altro, ma so che non è mai abbastanza.

    Fai bene a concentrarti solo sul tuo blog, che seguo sempre e che mi fa pensare molto, anche senza social. E’ più difficile, è vero, ma chi ci capita sicuramente viene con un interesse meno svogliato, come me ora (che sono due giorni che penso: non vedo l’ora di avere un po’ di tempo per leggermi l’ultimo post su TAeQ!
    Brava, continua così, scavando a fondo nelle cose 🙂
    A presto! Ps. Ora ho Telegram anche io, scrivimi se hai ancora il mio numero salvato!
    Ele

    1. Ele, grazie per il tuo messaggio (era finito in spam per qualche strano motivo, l’ho appena ripescato) <3
      Ti ho scritto su Telegram infatti, però prima che partissi, magari lo hai riattivato ora, ci riprovo! A presto 🙂

  9. Ieri ho condiviso questo tuo articolo sul mio profilo Facebook (ah, ironia della sorte) e non ti dico che putiferio che ho scatenato tra persone che ne difendevano a spada tratta l’utilizzo. Proprio per questo, mi sono convinta a disattivare il profilo definitivamente. E concordo con la sensazione di chiasso o di cose postate “tanto per”. Grazie, ma non fa per me.

    1. eheh ora sono curiosa di sapere quali sono stati i commenti però! 🙂

      1. Uno dei commenti ero io, lo uso tanto, x lavoro e per la mia vita, è immediato, comodo, ci ho conosciuto tante persone, sono l’opposto di tutti voi, pubblico tantissimo perché la mia finalità è quella di arrivare a quanta più gente possibile … E gli algoritmi non ci capiscono davvero niente di me, mi continuano a consigliare di comprare prosciutti (sono vegana), viagra, mi indirizzano verso gruppi di scambisti e pagine di banche … Haha

        1. I segreti di Facebook sono insondabili…e i suoi consigli pure 🙂
          Questo non toglie che sia una macchina da guerra nell’estrapolare i nostri dati e riutilizzarli senza il nostro consenso. Per me, fatti due conti, non aveva più senso dargli in pasto così tante informazioni personali su di me 😉

  10. Cara, che saggia decisione la tua! Finalmente qualcuno che riflette sulla necessità di tenersi ben stretta una parte della propria vita. È così importante essere dei responsabili custodi di una sfera così intima e personale dei propri pensieri! Se solo la gente lo capisse! Il malessere di cui parli è anche il mio è sono del parere che qualsiasi tipo di condizionamento vada assolutamente evitato quando ci crea un certo fastidio. Hai fatto bene a renderci noti molti aspetti di Facebook che io personalmente ignoravo. Anche per me finirà presto questa parentesi social che mi ha dato ben poco in termini di confronto, se non altro perchè la maggior parte dei contenuti che ho avuto modo di leggervi appartengono ad esistenze fittizie. Ho solo un dubbio: si riesce a cancellare definitivamente tutto ciò che c’è nel proprio profilo disattivando? So che non è così semplice procedere all’eliminazione di un account Facebook. Tu come ti sei regolata?

    1. Ciao Linda 🙂
      Si bisogna fare attenzione alla distinzione fra disattivare l’account Facebook ed eliminarlo definitivamente.
      La disattivazione è temporanea, è come una sospensione, puoi ritornare online quando vuoi.
      L’eliminazione del profilo `invece è permanente, Facebook ti da 14 giorni per pensarci: se durante quei 14 giorni non ti connetti più al tuo account, alla fine verrà eliminato.
      Quindi disattivare non cancella il contenuto del tuo profilo, lo rende solo inaccessibile (ma non a Facebook, che ovviamente archivia tutto).
      Teoricamente con l’eliminazione dell’account, il contenuto della tua Facebook-vita verrà eliminato, ma c’è chi consiglia di eliminare manualmente tutto prima di chiedere la chiusura dell’account. Io ho fatto così infatti, e ho seguito queste istruzioni: http://mashable.com/2014/07/02/how-delete-facebook/#f6VS0.b3uOqP

      Alcune cose, in ogni caso non saranno cancellabili: tutto quello che i tuoi amici hanno postato su di te, foto, commenti con il tuo nome, check-out etc. non si può eliminare, a meno che non lo facciano i tuoi amici dietro tua richiesta…

  11. Ciao, ho aperto il tuo blog proprio dopo aver cercato la tua pagina su facebook e non averla trovata. Ho letto per intero il tuo post e come darti torto? Anche io mi sento frustrata a vedere tutto il tempo che spreco con quel dito su quella maledetta app. Mi sento sopraffatta da tutto, che siano le notizie di cronaca, i post sgrammaticati e pieni di errori che la gente condivide, le foto di persone che onestamente più che amici…mi stanno profondamente sul culo. Sono arrivata anche io al punto di malessere, legato alla totale dipendenza. Come mi mangio le unghie uso facebook in continuazione. So che quello che propone è tutta una grande balla, ma mi fa sentire male. Comincio a paragonare la mia vita a quella degli altri…e nel confronto perdo quasi sempre. Anche se poi cosa puoi sapere della vita degli altri con una foto o un post? Che facebook poi usi come gli pare e piace i nostri dati non è una novità… Infatti dove lavoravo facevamo social media analytics e guarda caso quasi nessuno usava facebook più di tanto, tutti badavano bene a cosa pubblicavano.
    Non so cosa mi blocca dallo staccarmi da questo mondo malato, penso che sto sprecando una parte della mia vita in questo e questo mi crea ansia. Spero di uscirne presto! Intanto ho aperto un blog, perché penso che sia un modo più pulito e costruttivo per condividere.

    1. Ecco, passare all’azione! Brava brava per aver aperto il blog, sono sicura che ne avrai delle belle da raccontare!
      (e coincidenza hai scelto lo stesso tema che Trent’Anni e Qualcosa ha avuto per il suo primo anno e mezzo di vita 😉 )
      Se senti tutta questa negatività intorno alla tua Facebook-vita, mi sa che non ti rimane prenderti una pausa anche da lì e “stare a riposo”. E ogni volta che ti viene voglia di aprire la bacheca, apri il blog!

  12. Oh Giulia, che tasto dolente tocchi. Ho Facebook dal 2006, quando era solo un modo per rimanere in contatto coi miei ex-coinquilini, e quindi col mio nome e cognome perché ai tempi non avevo idea di nulla. Poi, dopo il 2009 quando è esploso, ho cominciato a non sentirmici più affatto bene, per le varie ragioni che hai descritto così bene. Mi sono disconnessa per un anno circa, e la cosa mi procurò un mare di conversazioni imbarazzate tra quelli dei miei contatti che vedevo tutti i giorni. Assurdo no? Inoltre un mio amico di sempre, che di me aveva telefono, mail e indirizzo fisico mi scrisse un sms lamentoso: “e ora come faremo a rimanere in contatto?” Assurdo, no? Sono poi ritornata ma dal cellulare mi sono sempre imposta di non averlo, e questo, di nuovo, mi crea qualche problema con chi frequento giornalmente e che in qualche modo pensa che “lo ignori” non essendo così veloce col tasto mi piace. Per inciso, non mi piace quasi mai niente, perché trovo che o ti piace tutto o nulla, è un casino. Insomma, ho un account che di fatto ignoro, ho verso di esso sentimenti soprattutto negativi, eppure non mi decido ad eliminarlo. Chissà, magari è la volta buona!

    1. Assurdo, infatti, che le persone che si sentono più “minacciate” dalla chiusura di Facebook siano anche quelle più vicine – che hanno 25mila modi alternativi di mettersi in contatto con noi. Proprio la varietà di profili/account/recapiti che ognuno di noi ormai ha, mi ha fatto fare questa scelta in maniera abbastanza serena. So dove rintracciare le persone con cui mi interessa rimanere in contatto. Le altre, quelle altre 400 di cui Facebook comunque non mi mostra l’attività, non credo che mi mancheranno. Non per cattiveria, ma se devono rimanere solo dei nomi in una lista…tanto vale. Arya, se ignori Facebook e lo usi poco sei già decisamente fuori dal tunnel 😀

  13. Ciao Giulia, io ho fatto un po’ il contrario, ma condivido la tua decisione pienamente. Ho chiuso facebook circa 5 anni fa e a dicembre 2016 l’ho aperto di nuovo per via del trasferimento a Valencia. L’ho reputato utile per restare in contatto con gli amici e i parenti e proprio per questo, la cerchia degli amici sul social è pari a quella nella vita reale. Tuttavia mi sono ben presto resa conto che non mi serve a niente perché con tutti mi sento solo su whatsapp!

    Per quanto riguarda facebook + blog/lavoro beh sono sopravvissuta fino ad oggi e continuo a farlo senza FB. Non tratto mai argomenti virali e avere i pulsantini di condivisione per gli argomenti che tratto io è più che sufficiente. Non collego facebook al lavoro, diventa sennò una vera schiavitù.

    1. Ah vedi, interessante 🙂
      Si alla fine per sentirsi con le persone, WhatsApp è più che sufficiente.
      Infatti forse il fatto che abbia chiuso anche WhatsApp mi ha un po’ penalizzato da questo punto di vista, ma vedremo come procede 🙂
      Per quanto riguarda il lavoro online, sei la prova che Facebook non è fondamentale per guadagnare visibilità su quello che si scrive. Ed è vero, avere anche Facebook come canale di comunicazione lavorativa può diventare una vera schiavitù!

  14. Ormai é piú un anno che ho chiuso il mio account e la tentazione di ricollergarmi non mi ha mai neppure sfiorato. Un racconto lucido sulla questione delle informazioni lo ha fatto Oliver Stone nel suo film “Snowden”. Un bel film su uno degli eroi dei nostri tempi. Grazie Giulia per il bell’articolo, molto interessante e dettagliato 🙂

    1. Ciao Nadara, ho quel film nella lista dei “da vedere”, grazie per avermelo ricordato! 🙂

  15. Molto interessante! Io la pagina fb del blog non ce l’ho, ma uso moltissimo il mio profilo per riversarci i contenuti del blog. Sono curiosa di sapere se hai avuto modifiche nel traffico sul blog senza fb o se è solo un falso mito!

    1. Se sia un falso mito non lo so, ma ti confesso: poco tempo dopo la chiusura di Facebook ho avuto quasi un raddoppiamento delle visite giornaliere sul blog. Ci sono rimasta di stucco anche io! So che non è legato solamente al fatto di aver chiuso la pagina Facebook, ma a una concomitanza di fattori. Senza Facebook, mi sono ad esempio concentrata molto di più sul blog, ho pulito articoli vecchi, lavorato con calma sulle parole chiave…piccoli accorgimenti a cui non riuscivo a dedicare il tempo prima. E poi secondo me, la mia pagina Facebook distraeva i potenziali lettori: molte persone come dico nella seconda parte del post, leggono le introduzioni al post Facebook, mettono il like a quello ma poi sono moooolte meno le persone che cliccano sul blog e si prendono la briga di leggere l’articolo per intero. Quindi nel mio caso specifico, che non sono una blogger di professione e quindi non avevo tempo per curare la mia presenza social e il blog alla stessa maniera, la scelta ha ripagato.

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