Depilazione e ansia da prestazione

rocio salazar i peli coprono

Ogni volta che mi spoglio di fronte a Francesca, lei mi guarda ed esclama:
Ma cosa hai fatto?

Francesca ormai lo sa che non vivo al paesello da anni, ma ci tiene sempre a farmi sapere che “il tuo inguine sarebbe bellissimo se venissi sempre a fartelo depilare qui“.

Lo so Francesca, sicuramente i miei peli avrebbero vita difficile se ti avessi a dieci minuti di cammino da casa, ma ci sono delle scelte da fare nella vita…E io non ho evidentemente dato la priorità alle tecniche depilatorie più efficaci per mantenere il mio inguine ordinatissimo.

Francesca è l’estetista del mio paesello, e si occupa della delicata attività di deforestazione ehm, depilazione del mio corpo da tipo 15 anni. Avevo cominciato bene: quando ero studentessa mi bastava prenotare un appuntamento con qualche giorno di anticipo e le mie estati al mare erano più tranquille.

Poi mi sono trasferita a Milano e le cose si sono fatte più difficili. Vivevo e lavoravo a Milano sud-ovest-molto-ovest, fra circonvallazioni trafficate, energumeni di cemento e marciapiedi stretti. Il primo salone da estetista che avevo trovato nei pochi tratti di strada camminabili  in cui vivevo, aveva un’aria poco salubre ed era stretto come un corridoio: le estetiste erano ragazzine vestite con una canottiera gialla, si muovevano intorno a me strisciando sulla parete il loro sedere compresso in leggins neri, sudati per il caldo di agosto. Avevano cercato di rifinire il lavoro con un paio di pinzette tirate fuori da un cassetto, alle cui estremità erano ancora attaccati i peletti della cliente precedente. Memore degli insegnamenti ansiogeni di mia madre – per cui l’epatite è sempre dietro l’angolo nel salone di un’estetista, di un dentista o di un barbiere – avevo proibito con fermezza il lavoro di rifinitura con pinzetta, ed ero schizzata via dal salone, per non tornarci mai più.

Quando qualche mese dopo avevo trovato lavoro in zona Cadorna, lo stile dei saloni estetici si era fatto più raffinato, non più solo una porta d’ingresso ma vetrine che chiamavano lo sguardo con i loro colori ambrati e le decorazioni che cambiavano in base alla stagione. Le estetiste parlavano con voce calda e ti accoglievano durante la pausa pranzo, offrendo un pacchetto specifico per le donne impiegate negli uffici della zona: uno sconto del 10% e il trattamento lampo – depilazione completa in mezz’ora – così rimaneva anche il tempo di mangiare prima di timbrare di nuovo il cartellino. Mi piaceva molto rilassarmi nel lettino, fra pareti color lavanda e profumo di olii essenziali, in attesa che l’estetista tornasse chiedendomi “Siamo pronte?“. Siamo pronte, il rullo per la cera già caldo aspettava solo di rotolare sul mio corpo per rispettare la promessa del depilami-tutta-che-ho-fretta.

depilazione inguine agustina guerrero
“Buongiorno, vengo a depilarmi l’inguine” “Certo tesoro, che stile vuoi? Tango? Brasiliano? Run-Away? calypso…?” “Si, grazie”

Francesca rabbrividiva quando le raccontavo che a Milano mi depilavano in trenta minuti e con il rullo, lei che è una maestra della paletta di legno e non ti fa alzare dal lettino se prima non ti ha sradicato qualsiasi pelo superfluo.
Il rullo, mi diceva, è troppo facile. Così ci riescono tutte, e chi se ne frega se il lavoro non è fatto al meglio – quello che importa è finire in fretta! E poi come si fa a depilare bene un inguine con quell’aggeggio!

Francesca aveva ragione, e io ero la prima a sudare freddo quando l’estetista di Milano mi incerava i lati dell’inguine, tutto in una rullata sola, e si preparava al grande strappo. Ma godevo dei trenta minuti in quel salone solamente perché era un piccolo e sporadico momento di pausa nelle mie 10 ore lavorative giornaliere. Tutto quel profumo, i colori pastello, le creme idratanti, e il famigerato rullo, avevano il loro prezzo e non si trattava di un lusso che potevo permettermi troppo di frequente.

Poi ho cambiato di nuovo lavoro, di saloni estetici vicini non ne avevo più, e mi ero risolta a contare sul fedele Silk-épil, che non ho mai temuto per le sue pinzette automatizzate. Francesca non hai mai approvato, ma il Silk-épil mi ha salvato da tutte quelle situazioni potenzialmente imbarazzanti in cui devi sfoggiare le gambe senza troppo preavviso, tipo “domani fa bel tempo, andiamo in piscina!” – che quando vivi a Milano, l’estate avanza e le ferie sono lontane, è la cosa più simile all’estate di cui puoi godere in città.

A Barcellona io e il Silk-épil siamo diventati amici inseparabili. Ho provato solo una volta l’esperienza dell’estetista catalana, che è stata qualcosa di simile al salone di Milano Cadorna ma senza i colori ambrati della vetrina, le pareti lavanda e il profumo di olii essenziali. Sì invece al rullo incerato e alla depilazione lampo in mezz’ora. Il prezzo, oltretutto, ha marcato nettamente la differenza nel costo della vita fra Milano e Barcellona: me la sono cavata con meno di 15 euro. Ma quando sono tornata a casa e mi sono unta d’olio per rimuovere le strisciate di cera che l’estetista non aveva avuto tempo di pulire dalla mia pelle, i peletti residui mi guardavano sornioni esclamando “Ti piace vincere facile!”.

Ora che sono tornata a Genova, dico in tutta onestà che non ho la minima voglia di cercare un’altra estetista. Il mio fidato Silk-épil è rimasto parcheggiato nel magazzino a Barcellona e per la prima volta dopo anni ho comprato di nuovo delle strisce depilatorie. Voglio sfatare il mito che su di me non abbiano effetto, ma parto dubbiosa. Già la sento, la voce di Francesca sulla spalla destra, che mi sussurra sarcastica “Figurati se quelle strisce di cera riescono a estirpare i tuoi peli…

A volte vorrei dire alla mia Francesca-coscienza che non fa nulla anche se non sono perfettamente depilata, e che in spiaggia ci posso andare lo stesso anche senza passare sotto la paletta incerata dell’estetista. Perlomeno, nelle mie tre estati in spiaggia a Barcellona io, il Silk-épil e i peli superflui, abbiamo convissuto con molta più serenità che in passato. Anche perché non so se siete mai stati in certe spiagge di Barcellona…è la fiera del “vado in spiaggia come mi pare” – nudi, pelosi, iperdepilati, c’è spazio per tutti. E il movimento per la liberalizzazione della peluria femminile è di dominio pubblico 😀

rocio salazar i peli coprono
“dicano quello che vogliono, ma coprono”

Ma per le spiagge italiane no, non mi sento pronta per l’imperfezione depilatoria, e già sento l’ansia da prestazione.
Quindi quale nuovo modello di Silk-épil mi consigliate?

✰·:·✰·:·✰·:·✰·:·✰

[Nota a margine: possibile che non ci siano illustratrici italiane che scherzano sul tema della non-depilazione?]

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18 Risposte a “Depilazione e ansia da prestazione”

  1. Io sono disperata da quando mi sono trasferita a Glasgow perche’ non trovo un’estetista che sia minimamente paragonabile a quella da cui andavo a Manchester. Purtroppo, mi sembra di capire che nei saloni delle grandi citta’ cercano di completare i trattamenti il piu’ in fretta possibile cosi’ da poter incastrare piu’ appuntamenti. Il risultato e’ che il 90% delle volte torno a casa con qualche pelo residuo che devo strappare col Silk Epil (non so come ho fatto a vivere senza quando non ce l’avevo). Pero’ hai ragione, sara’ che qui io al mare/piscina non ci vado per motivi metereologici ma, se vado in vacanza in localita’ balneari o comunque calde abbastanza da poter indossare shorts o gonne senza calze, sono meno stressata dal fatto di avere qualche pelo superfluo. Vivendo all’estero, mi sono resa conto di quanto, in Italia, la gente sia fissata con l’essere impeccabili a ogni costo.

    1. Il Silk-épil salva sempre! Tante ragazze che conosco non riescono a usarlo perché non sopportano il dolore…per me invece è un grande alleato, e infatti ora vorrei rimediare alla sua assenza 😛 Ma preferisco un silk-épil a un’estetista che non fa il suo lavoro perfettamente. E la tua ultima frase è verissima, c’è questo bisogno di impeccabilità in Italia che non fa esattamente bene all’autostima…

  2. la mia estetista di terrassa mi faceva las ingles totale con 10 euro, ma prima si volle accertare di farla per me, non perchè me lo aveva chiesto il fidanzato.
    Avevano una cera strana, roba tipo gomma calda che metteva sulla pelle, aspettava un po’ e poi via, lo tirava con le mani. Il top fu quando tirò fuori una pinzetta che sembrava un dildo per togliere i pelazzi rimasti. Io l’adoravo, era così carina che quasi si mie a piangere quando le dissi che lasciavo la città.
    Sul resto del corpo, sono poco pelosa, ci vado di lametta, che tanto se mi faccio la cera sulla gambe va a finire che poi si va al mare quando ho la ricrescita e allora come faccio?
    Vorrei fare il laser alle ascelle, quelle si che rompono i coglioni.

    Comunque, ho notato che la “topa sauvage” va alla grande: in palestra mi sembra di essere l’unica spleata :/

    1. Ah vedi che fortuna! E oltretutto hai trovato l’estetista vecchi stile che usava la depilazione a caldo senza strisce, che romantica 😀 era la tecnica che ho visto usare alle mie zie quando io ero piccola, era tutto un rituale di scioglimento cera marrone, e applicazione sulla pelle pezzettino per pezzettino. Carina anche che si sia raccomandata che era una scelta tua, vedi come sono avanti le catalane? Le estetiste italiane hanno mediamente la tendenza a dirti “depilati bene per il tuo fidanzato!” 😛
      Io devo dire che dopo la prima estetista a Barcellona di cui ho raccontato e che mi era stata consigliata da amiche, non ho fatto molte altre ricerche e mi sono affidata al Silk-épil. Beata te che non sei pelosa nelle gambe!

  3. Ho provato l’estetista in ogni paese in cui sono stata ma quella che avevo a nuoro non la batte nessuno!!! Risultato faccio da me: Ho comprato il rullo e mi ha cambiato la vita

    1. Anche io avevo il rullo qualche anno fa ed è vero che funziona bene! Però appunto è una tecnica che posso usare io tranquillamente a casa senza bisogno di pagare fior di quattrini un’estetista perché faccia lo stesso. Se vado dall’estetista è per avere una depilazione al dettaglio, non fatta tanto per fare. In questo – appunto – le estetiste dei paeselli/paesoni sono decisamente avanti 🙂

  4. In 27 anni sono stata dall’estetista solo due volte.
    Non ci sono più tornata perchè la seconda ho sentito due delle ragazze che ci lavoravano sparlare di una cliente appena uscita. Dal momento che le pareti erano di cartongesso e non fino al soffitto, ho scoperto nei minimi dettagli la situazione pubica della poveretta che veniva ampiamente sfottuta; oltre che ridicole le ho trovate molto poco professionali, così ho detto addio al centro.
    Ormai sono anni che per le gambe vado giù di silk-epil e per l’inguine di ceretta allo zucchero fatta in casa: il risultato non è certo quello perfetto di un’estetista, ma almeno c’è il risparmio!

    Alice

    1. Si, l’ambiente da salone estetico va affrontato con un po’ di ironia, se no si rischia di offendersi con la Francesca di turno 😉
      la ceretta allo zucchero non l’ho mai provata! Come la fai ?
      Il risparmio è il fattore da considerare, il Silk-épil in questo è molto amico 🙂

  5. Ciao Giulia,

    Io sono un ex-estetista ma… quando non ho tempo di usare la cera, uso la lametta -___-. Non posso farne a meno, è troppo più immediata. Dall’estetista non ci vado, non ho tempo e non ho soldi, qui da me sono tutti troppo cari!

    1. Un’ex-estetista che usa la lametta, Claudia mi sfati un mito! 😀
      Vero che a seconda dei posti le estetiste sono troppo care, tipo quelle di Milano…infatti ci andavo solo quando veramente volevo farmi un regalo! 😉

      1. Eheh, non sono mai stata una fanatica del “ideologie” del settore 😉

        1. 😀 un po’ di ribellione non fa mai male!

  6. Non so se te l’abbiano già consigliata, comunque in Italia c’è Felinia:
    http://4.bp.blogspot.com/-mFEzCVbIR2c/UuA8uyO-kfI/AAAAAAAAPyE/V5LBZC-kyo4/s1600/Felinia06.jpg

    https://sjessica91.files.wordpress.com/2013/09/for-blog.jpg

    Per la serie “Illustratrici italiane contro la depilazione” 😉

    1. Ahah no non la conoscevo, grazie per la segnalazione! 😉

  7. io ho risolto con il mitico laser… l’inguine pulito è sempre un bel vedere!

    1. Ci penso da aaaaanni e non mi decido!

  8. In Argentina si usa la “cera spagnola” (così la chiamano), cioè quella applicata con il mestolo di legno senza usare cartine, e strappata con le mani quando si indurisce. Anche io avevo visto usare questa tecnica negli anni ’80, e devo dire che presenta dei vantaggi perché il calore allarga il poro e lo strappo è meno doloroso, in più è più rapida perché copre superfici più ampie. Tuttavia la cera è riciclata tra una cliente e l’altra, motivo per cui è bandita in Italia (non si può riutilizzare la cera su un’altra persona). Di recente ho preso un’infezione della pelle e non so se possa essere dovuto a quello. In questo paese neanche dal medico puliscono il lettino tra un paziente e l’altro! Ci scriverò un post perché anche io ho visto cosa succede al di là delle pareti di cartongesso…. O___o

    1. Era la tecnica che usavano le mie zie quando ero piccola, odore di pentolino metallico bruciato e cera a temperatura lavica. Meno male che in Italia è vietata direi! Non so se possa essere la causa dell’infezione alla pelle, magari ti hanno bruciata mentre strappavano? Però certo fa abbastanza senso pensare che sia quello stesso pezzo di cera sia stato sciolto sulla pelle di una sconosciuta… Passare al silk-epil?
      Aspetto il post sulle estetiste argentine allora!

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