Cronache dalla Clinica

Ho fatto un lavoro particolare, assistente al paziente in una clinica di riproduzione assistita. È stata un’immersione totale nel mondo femminile, sia per le pazienti con cui ho parlato ogni giorno sia per le colleghe con cui ho condiviso le mie giornate. Pochi uomini ci ronzano intorno. Le nostre frasi chiave erano “data dell’ultima mestruazione” e “la sua donatrice è pronta per il pick-up“. È un lavoro che da molte soddisfazioni ma comporta anche lo stress di avere a che fare con persone che sono sotto gli effetti di una costante sindrome premestruale a causa delle cure ormonali a cui si sottopongono. Quando però la beta è positiva si tira un sospiro di sollievo. Tutte le cronache si trovano qui.

5 Risposte a “Cronache dalla Clinica”

  1. Pensieri rotondi dice: Rispondi

    Dev’essere un lavoro denso, interessante nel cuore. Complimenti.

    1. 🙂 grazie, la densità c’è tutta e il peso sul cuore pure, a volte.

  2. […] che tre anni di lavoro in una clinica di riproduzione assistita lasciano una cicatrice che fatica a chiudersi, per cui le antenne si drizzano al solo sentire la […]

  3. […] metà settembre e stavo scrivendo un articolo per il blog. Avevo da poco lasciato il lavoro in Clinica, spossata da quasi tre anni di conversazioni al limite della psicoterapia con pazienti in cerca di […]

  4. […] Ho provato a fare tutti quei lavori che sognavo, anche se per brevi sprazzi di entusiasmo e concentrati in 4 isterici mesi da trottola (tipo un pappagallino che si ritrova libero dopo aver passato la sua vita dentro a una gabbietta in balcone). Quando poi ho capito che non sarei riuscita a campare con quei primi sogni freelance, sono scesa a compromessi con me stessa. E ho trovato un lavoro sotto al neon però diverso, femminile, ciarliero, empatico. […]

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