Noi, l’Ikea e nostra signora la French Press

caffè con french press

Non vado mai da Ikea per alcuni semplici motivi:

  1. i negozi affollati mi fanno venire l’orticaria
  2. solitamente Ikea si trova lontano dal centro città e io non ho la macchina
  3. ergo, non faccio in tempo ad arrivarci con i mezzi prima della chiusura serale durante i giorni feriali
  4. quindi dovrei andarci il fine settimana
  5. torna al punto 1

Eppure, quando per qualche congiunzione cosmica, entro in un’Ikea, la mia reazione spazia trasversalmente su vari livelli di reazione.

Le mie reazioni quando entro in un negozio Ikea

Partiamo dal fastidio assoluto per il dover seguire un percorso forzato – manco fossimo gregge di pecore – e pure a lentezza sotto-umana vista la quantità di gente che si diverte a fare le vasche fra salotti e cucine [con il Guerriero che non si capacita del perché tutta Genova sembra essere qui invece che a fare l’aperitivo in centro].

C’è poi l’incanto per le cose che vedo e che vorrei far cadere nel baratro dell’enorme sacco giallo shopping.
Oh, che vi devo dire, a me lo stile svedese piace, quel minimal che sfocia ogni tanto nel pastello o nel bianco ghiaccio, dove tutto ha una sua dimensione e la vita, in quelle condizioni, non può che promettere cose belle.

Subentra poi la voce di mia madre che mi ripete “ma perché non ti compri casa?“, e la lotta dei miei neuroni che si impegnano per scacciare il pensiero.
Di solito ce la fanno, ma solo dopo qualche secondo di spaesamento al pensiero che sì sarebbe bello avere una casa tutta mia da qualche parte nel mondo e poter comprare con fiducia l’arredamento che mi piace sapendo che non lo dovrò traslocare.

Dopo aver schivato famiglie litiganti, bambini che tirano calci ai mobili, genitori che li abbandonano nel reparto peluche, giovani coppie in dolce attesa, e tutta la mia vita passata che mi scorre davanti agli occhi in un soffio, riesco ad arrivare all’interminabile fila alla cassa con la voglia di tornare a casa il più in fretta possibile.

Capirete, no?, che non è facile per me andare all’Ikea. Ma ogni tanto tocca, come la settimana scorsa, e solo perché una delle mie sparate su “che regalo vorresti a Natale?” è stato esaudita: avevo una carta regalo da spendere.

Piccoli acquisti che mi fanno felice

E quindi come l’ho spesa, questa carta regalo Ikea?

Qui devo dire grazie al supporto del Guerriero,: mi ha riportata sulla terra ogni volta che la mia mano si allungava verso l’ennesimo gadget che sarebbe rimasto inutilizzato nel giro di un mese (tipo, la triste storia del cestello per le verdure al vapore).
La scusa “ma costa solo 1,99€!” non ha fatto presa su di lui, che bravo. Credo sia perché stavamo comunque parlando di arredamento per la casa, e lui da buon hippie su certe cose non si sofferma troppo.

Siamo riusciti quindi a portare a casa solo quello che ci serviva [e che naturalmente in caso di trasloco sarà trasportabile/regalabile facilmente]:

  • un porta scarpe da nascondere dietro la scaletta che porta al soppalco
  • un cubo di legno che teoricamente sarebbe un pensile ma che userò come comodino
  • un tagliere (perché cuciniamo talmente tanto in casa che solo uno non ci bastava)
  • due cornici per le illustrazioni che ci siamo regalati per Natale (solo un mese e mezzo di attesa, record!)
  • un bollitore grande
  • e lei, la caffettiera francese

Nostra signora la French Press

Se siete dei cultori del caffè espresso, quello che sto per scrivere non vi piacerà. Ma se leggete questo blog da tempo sufficiente, sapete che sono diventata dipendente dal caffè lungo.
Chiamatelo caffè americano, espresso con acqua, come volete. A me piace.
Per me il rito del caffè è lungo, da tazza grande, che mi porto in giro per la casa, dal tavolo della colazione a quello in cui lavoro.

Finora avevo sempre usato la classica moka, poi separatamente mettevo a bollire dell’acqua e la aggiungevo al caffè “espresso”.
Poi a Settembre dell’anno scorso mi sono riunita per una settimana con i miei colleghi di lavoro a Mallorca, e nella villa in cui abitavamo ho conosciuto la French Press. Era lì, uno degli elettrodomestici in dotazione in cucina. Tutti la conoscevano tranne me (come beccare un’italiana al primo colpo, no?), ed è stato amore.
Anche se più un amore estivo, di quelli che durano il tempo di una settimana e poi ci si lascia a malincuore, ma ognuno continua per la propria strada.

Fino alla settimana scorsa, quando la French Press mi è capitata sotto gli occhi e l’ho riconosciuta: “Guerriero, questa ci serve!“.
Lui, che in quanto a caffè lunghi è colpevole quanto me, non ha opposto obiezioni. Tornati a casa la sera, abbiamo aspettato con ansia la colazione del giorno dopo per assistere alla magia del caffè lungo pronto in 5 minuti.

caffè con french press

Come preparare un caffè con la French Press

Non c’è bisogno di usare un caffè speciale, è lo stesso che si usa per la moka.

✻ Si scalda l’acqua (mezzo litro) in un bollitore a parte.
✻ Si versano 25-30 gr di caffè in polvere nel fondo della caffettiera.
✻ Quando l’acqua è prossima all’ebollizione si versa dentro la caffettiera.

Io la riempio fino alla fascetta metallica in alto.

✻ Poi si tappa, tenendo il filtro in alto (senza cioè abbassare lo stantuffo del coperchio), e si lascia in infusione 3-4 minuti.
✻ Ora è il momento di abbassare lentamente lo stantuffo fino alla base della caffettiera, così la polvere di caffè si separa dall’acqua.

E basta, il caffè lungo è pronto!

Trattandosi di un normale filtro, la French Press può essere usata anche per infusioni di the, tisane o mate – come quello che ho preparato mentre scrivevo questo articolo 💚

—☆—

E voi l’avete mai provata?

 

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7 Risposte a “Noi, l’Ikea e nostra signora la French Press”

  1. Non l’ho mai usata ma qui in australia si usa parecchio. Potresti provare anche la aeropress: è una roba americana a pressione che può fare sia il caffè corto che quello lungo

    1. La prossima volta che passo da Ikea la cercherò allora! 🙂 Grazie ClaudiA!

  2. Io ho deciso che da Ikea non ci entrerò più dopo aver provato l’emozione enorme dell’Ikea di Stoccolma 😛

    1. Mamma, sicuro non riuscirei più a uscirne! 😀

  3. Io sono una fan del caffé lungo! E credo sia uno dei motivi per cui ho mantenuto la sanità mentale in questi lunghi anni di espatrio! (Ma l’avrò mantenuta poi? Chissà!) 😀
    Infatti per Natale cosa ho ricevuto? Una bella moka da tre tazze che io faccio leggera solo per me e durante la giornata bevo e allungo 😉

  4. Questo post mi ha fatto venire in mente quando io e moroso abbiamo passato NOVE ore all’Ikea causa casa completamente vuota da arredare tutta (e se non ci siamo lasciati li, non ci lasceremo mai piu’). La French press io la uso per il te in foglie, ma ricordiamoci comunque di non metterla sul fornello come ha fatto mio moroso…

    1. Nove ore all’Ikea sono una di quelle prove di forze per le coppie strong! Io sarei uscita fuori di testa 😀

Cosa ne pensi?