Liebster Award [o come affrontare con ironia le catene]

Anche da queste parti è arrivato il richiamo del Liebster Award! Ringrazio Chiara e il suo Blissful Blog per aver pensato a me: d’altronde condividiamo una visione super femminile nei nostri rispettivi blog e vale la pena fare un salto da lei per leggere i suoi resoconti sull’universo donna alle prese con le relazioni sentimentali!

L’obiettivo di questo premio sembra essere la diffusione dei blog emergenti, e per questo vengono nominati solamente blog con all’attivo meno di 200 followers. In molti blog ho letto che si tratta di un premio nato in Germania, ma Google non è – stranamente – di grande aiuto in questo senso, e ho trovato solamente una simil-pagina ufficiale in spagnolo. In pratica si tratta di una catena, tema verso cui provo una sorta di timore reverenziale: non so da voi, ma nel mio paesello negli anni ’90 giravano certe catene con immaginette di santi che bisognava inviare a non so quante persone via posta, pena decenni di sfighe e paturnie. Le catene di Sant’Antonio. M’è rimasta l’ansia verso le catene e normalmente cerco di evitarle però avendo appurato che in questo caso non ci sono punizioni per chi non partecipa ma solo il vantaggio di creare nuovi link fra bloggers, ecco le risposte alle 10 domande di Chiara.

1. Come e perché nasce il tuo blog?

Trent’anni e Qualcosa nasce in una fase particolare della mia vita, in cui avevo bisogno di raccontare tutta la femminilità che mi circonda. Mi sono ritrovata a fare un lavoro circondata da donne, e ascolto storie di donne ogni giorno. Portando anche il peso della mia personale storia, ho sentito il bisogno di mettere tutto per iscritto e condividere esperienze sui temi dell’essere donna, (ex) moglie, lavoratrice, indipendente, viaggiatrice…

2. Quanto tempo dedichi alla scrittura? La consideri un qualcosa di saltuario o qualcosa segui con impegno e costanza?

Sin da bambina ho dedicato molto tempo alla scrittura, semplicemente con il tempo è cambiato il supporto. Da piccola avevo un quaderno a righe, poi diversi diari segreti, fino all’apertura del primo blog nel 2004. Ora con Trent’anni e qualcosa voglio tornare a una scrittura come impegno costante, per arricchire la mia vita di tutti i giorni.

3. Cosa cerchi di esprimere con il tuo blog?

Punto a condividere esperienze sul mondo femminile, lasciando da parte i fronzoli e l’idealismo sulle donne. Racconto la mia esperienza di trentenne alle prese con una vita all’estero e la ricostruzione di nuovi equilibri post-separazione e post-emigrazione.

4. Conoscevi già prima i tuoi followers o sono tutti contatti nati on line?

A parte un paio di persone che conosco nella vita reale, il resto dei followers provengono da contatti online.

5. In che modo fai personal branding? Ad esempio colleghi il tuo blog ai social network?

Per timidezza e per la scelta di raccontarmi nel blog mantenendo l’anonimato (per una questione i privacy sul lavoro) non mi è facilissimo fare personal branding. Uso comunque Twitter, Facebook e Pinterest, preferendo il primo. 

6. Quando scrivi pensi a produrre qualcosa di interessante per te e basta o ti chiedi anche se potrebbe essere interessante per i tuoi followers?

Penso che scrivere in un blog quotidianamente debba anche essere un esercizio di comunicazione con l’esterno. Mi piace scrivere qualcosa che possa interessare ed essere condiviso anche da chi passa di qui, altrimenti sarei rimasta al quaderno a righe di quando ero bambina 🙂

7. Cosa pensi che i followers cerchino leggendoti?

Chissà immedesimazione in alcune dei temi che tratto, una sorta di compagnia virtuale per sentirsi meno soli di fronte a certe situazioni.

8. C’ è un momento particolare della giornata in cui scrivi? Piena notte, pausa pranzo, per esempio?

Normalmente la mattina, prima di andare in clinica, visto che ho un orario di lavoro pomeridiano. Altrimenti spesso la domenica sera. 

9. Scrivi di getto, con impulsività o sei più ponderata?

Dipende. A volte apro il backend del blog e inizio a scrivere di getto, altre volte l’idea per un post nasce mentre faccio altro, mentre cammino per strada o mentre sono al lavoro. In questi casi faccio mente locale su quello che vorrei raccontare e lo butto giù appena torno a casa.

10. Sei una persona loquace ed ami anche avere un tuo spazio sul web, oppure il blog è l’unico modo per far uscire chi sei veramente, essendo nella vita reale un po’ timido?

Con il tempo ho imparato a lanciarmi, non sono più la bambina timida di una volta. Ho imparato a farmi coraggio e a non aver paura di farmi conoscere per quella che sono, e più o meno ad accettare di non poter piacere a tutti. Quindi il blog non è una valvola di sfogo della mia personalità, ma uno strumento in più per comunicare e dedicarmi alla passione per la scrittura e il mondo online. 

Per continuare il giro, faccio una mini lista dei blog che secondo me meritano di essere conosciuti e che mi piace leggere [per voi nominati, non vi arrabbiate, se odiate le catene vi capisco]:

Connie: nerimango.blogspot.it

Spersa nell’etere

Memorie di una guardia

Losengriol: Castelli in Aria

Avvocatolo

Fra le regole del gioco, c’è quella di riformulare altre 10 domande per i blogger che sto nominando. Mi sforzo, eh, e le butto lí.

1. Se potessi scrivere da una città diversa da quella in cui abiti, dove ti troveresti in questo momento?

2. Ti ricordi il momento in cui hai deciso di aprire il blog?

3. Quali erano le tue aspettative al momento di aprire il blog?

4. In che momento della giornata ti piace più scrivere?

5. Oltre a scrivere, sei anche un lettore accanito?

6. Quale libro hai sul comodino in questo momento?

7. Hai un episodio da raccontare legato al compimento dei tuoi 30 anni (se li hai già compiuti)?

8. …e se ancora non hai 30 anni, cosa ti aspetti da questo cambio di decennio? O cosa ti aspettavi quando li hai compiuti?

9. Qual è l’ultima cosa che hai imparato da te stesso?

10. Anche nel tuo paese circolavano le catene di Sant’Antonio? Condividiamo questi traumi infantili…

Le regole del Liebster Award, nel caso in cui te le fossi perso:

1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato

2. Rispondere alle 10 domande che il blogger ha creato per te

3. Nominare altri blog [teoricamente 10, io ne ho scelti 5] che abbiano meno di 200 followers 

4. Porre 10 nuove domande ai nominati

5. Comunicare la nomina ai blogger scelti

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4 Risposte a “Liebster Award [o come affrontare con ironia le catene]”

  1. chissà perché avevo questo sentore 🙂

  2. ti ringrazio tanto, ma posso partecipare senza nominare nessuno nel caso non volessero?

  3. io credo di sí, il punto è: sentiamoci liberi…ho nominato altri blogger senza la pretesa che volessero poi a loro volta partecipare 🙂

  4. […] meno di 200 followers, e proporre loro dieci nuove domande. Per chiarimenti, penso che la stessa Giulia si sia espressa meglio di […]

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