La lavatrice dell’ultimo minuto #cosecheodio

mutande che non asciugheranno mai

Gestire da sola un appartamento piccolo come il mio può sembrare facile. Di fatto lo è. Trenta metri quadri si puliscono in meno di un’ora, il lavaggio piatti richiede dieci minuti, le bollette della luce potrebbero essere più basse ma va beh – ormai mi sono rassegnata al fatto che in Catalogna l’elettricità si vende come se fosse merce rara importata dal Burundi.

Tutto il resto è ordinaria amministrazione, ovvero lascio che tutto si accumuli in attesa di riuscire a svuotare il cesto dei panni sporchi con la forza del pensiero e sfruttare il potere autorigenerante delle mutande nel cassetto. Solo quando mi rendo conto che sono a livello mutande +1 (l’unico paio rimasto) e il cesto dei panni mi parla durante la notte, mi attivo sul fronte lavatrice. Ricorro alla lavatrice dell’ultimo minuto.

Il che vuol dire che ne faccio 2 o 3 di fila, e che naturalmente nel giro di 20 minuti il cielo si rabbuierà e inizierà a sentirsi un tuoneggiare in lontananza. Ecco anche questo pomeriggio ripetersi il cliché della mia vita di casalinga indipendente. Ci penso mentre cerco di fare spazio fra i 4 fili per stendere con cui mi trovo a litigare ogni settimana, mentre l’ennesima molletta cade nel balcone della signora di sotto.

La lavatrice di per se non ha colpe: infilare i panni sporchi nel cestello, dosare il detergente e l’ammorbidente, scegliere il programma più adatto, sono cose che faccio con destrezza e soddisfazione.

Quello che mi fa venire voglia di piangere è stendere i panni.

Io odio stendere i panni, è più forte di me.

Odio vedere l’accumulo di lenzuola bagnate, calzini spaiati (ma perché? dove vanno? c’erano tutti prima di iniziare il lavaggio!) e arcobaleni di indumenti intimi che mi aspettano appallottolati. Sono lì che mi sfidano e sogghignano: vediamo come riesci ad aggiustarci oggi, scommettiamo che non ti basterà lo spazio manco stavolta, buahuahaua.

lavatrice dell'ultimo minuto - mutande che non asciugheranno mai

Le mutande iniziano a piangere, perché sanno che anche stavolta una di loro dovrà lasciare la casa. Verrà eliminata, a malincuore e per il solito futile motivo: scivoleranno via mentre le aggancio al filo. Alcune di loro tornano, quando hanno la fortuna di cadere nel balcone in cui si accumulano anche le mollette di cui sopra. Altre spariranno per sempre, inghiottite dall’asfalto o rubate dal primo pervertito di passaggio.

Potete immaginare che in trenta metri quadri, uno stanzino per il bucato non sia compatibile con la vita. La mia unica opzione è dunque stendere i panni nel mio mini balcone, sì quello tanto carino che dà sul mare ma che porcaccia la miseria mi costringe alla creatività assoluta all’ora dell’organizzazione bucato.

Soprattutto con l’arrivo del freddo: perché i maglioni bagnati occupano così tanto spazio? Perché la loro invadenza mi costringe a vestire da fantasma la mia scatola di fiammiferi, che nemmeno nella notte de Is Animeddas?

Lenzuola appese agli stipiti alti delle porte, calzini allineati in trincea nella spalliera, mutande appese alle maniglie, cuffie (cuffie! di già!) che sono uscite sconfitte dalla centrifuga e rimangono abbandonate in attesa che asciughino, anche loro.

Insomma, domani ho di nuovo una valigia da chiudere e ho bisogno di intimo asciutto da infilarci dentro. Prevedo shopping al primo negozio che troverò in aeroporto.

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18 Risposte a “La lavatrice dell’ultimo minuto #cosecheodio”

  1. E poi le mie colleghe mi chiedono perché ho l asciugatrice e a che serve. Ebbé voilà. Io odio stendere (ma ho risolto) e fare i piatti…

    1. Il bello è che l’asciugatrice ce l’ho pure io a casa (magie del tetris del design d’interni), ma non funziona. O meglio, ci mette tre ore a finire un ciclo e il bucato sa di umidiccio. Io per un appartamento di 30mq pago fra i 50 e 60 € al mese…forse è aumentata negli anni!

  2. Aspe ma se non ricordo male l’elettricità non costava tanto. Boh

  3. Quello dei calzini che magicamente diventano spaiati durante una lavatrice e’ un vero mistero! Qui in Scozia e’ impossibile stendere fuori, poi. Io vivo in un appartamento vecchio stile senza balcone ma, anche volendo, quelli dei palazzi moderni sono talmente piccini che ci entrerebbe appena lo stendino. Poi, nelle giornate di vento come oggi, non ti dico dove farebbe arrivare i panni…

    1. Mannaggia, pure il vento è un gran nemico dei panni stesi fuori. Ma quindi come fai? Stendino dentro casa oppure lavanderia condominiale?

      1. Stendiamo in casa 🙁

        1. Ma perché non hanno progettato gli appartamenti tenendo conto anche dello spazio/meteo?

  4. Noi a casa siamo due in piu’…due stendini che fanno anche da armadio costantemente presenti.allegria.

    1. Ah siete tu, lui e i vostri figli stendini? Che adorabile famiglia <3 Effettivamente sono molto comodi come armadi portatili, li ho testati pure io 😀

  5. stendere i panni è una di quelle cose che io immagino come punizione sempiterna in un girone dantesco, quello degli zozzoni diciamo. Non lo faccio da anni ma lo ricordo bene! Qui in Svezia è raro possedere una lavatrice se si vive in appartamenti piccoli, c’è sempre la lavanderia comune con lavatrici e asciugatrici a disposizione dei condomini. Si risparmia spazio e di appendere in giro per casa, ma si aggiunge la rogna di doversi prenotare fare su e giù per le scale con le immancabili buste ikea 😀

    1. Dai Arya, ma come in Friends o in The Big Bang Theory, dove le chiacchiere migliori vengono fatte nella lavanderia comune! 😀 Ti devi prenotare per fare il bucato? Non puoi scendere, vedere se c’è una lavatrice libera e buttare tutto dentro?

      1. Confermo quello che scrive Arya, ti devi prenotare per fare il bucato e la lavanderia con tutte le lavatrici e gli asciugatori a quel punto è “tua” per il tempo prenotato. Se la sala lavanderia è prenotata difficilmente riuscirai ad avere una lavatrice anche se libera, gli svedesi funzionano così, sia mai dovessi anche cominciare a fare quattro chiacchere, ah no questo proprio no! 🙂 Ho vissuto in appartamento prima di comprare casa e ti devo dire che questa cosa della lavanderia nei sotterranei del palazzo non mi è mai piaciuta. Vivevo in un grande condominio e dovevo percorrere lunghi corridoi a tratti nel buio pesto perché qualche lampadina era sempre fulminata e poi lavare lì in una sala grande, completamented da sola…no no, meglio ora che ho la lavanderia in casa 🙂

        1. Ah se mi ci mette lunghi corridoi da attraversare al buio non mi sembra più tanto divertente la cosa, finire per non andarci mai o cercare compagnia! 😀

  6. Chissà perché ma io amo stendere i panni, veloce e rilassante 🙂 Io in casa ho un armadio asciugatore (ad una sola anta però :-)). Odio invece passare l’aspirapolvere.

    1. Meno male che ci porti tu una voce a favore dello stendimento panni 🙂 Cos’è questa cosa dell’armadio asciugatore? Oddio lo voglio!
      L’aspirapolvere a me non dispiace, da poco ne ho ricevuta una in regalo che lava pure il pavimento con il vapore, fighissimo!

      1. Ho appena passato l’aspirapolvere, che barba, che noia! 🙂 L’armadio che io chiamo asciugatore, (magari ha un suo nome anche in italiano ma io non lo avevo mai visto fino a quando non ho comprato casa qui in Svezia per cui il nome italiano mi manca) come dice il nome da me datogli è un armadio (il mio ha una sola anta) dove si appendono i panni bagnati. Chiudi l’anta, scegli il calore, metti il timer e lo fai partire. L’aria calda circola nell’armadio e ti asciuga i panni velocemente, tutto qua :-). Ma come lo trovi un posto per questo armadio nel tuo appartamentino?? 🙂 Poi da te fa caldo, non ne hai bisogno 🙂

        1. Se c’è una cosa che non manca nella mia scatola di fiammiferi sono gli armadi! Sono naturalmente strapieni, ma se uno di essi nascondesse un’anta asciugapanni lo sostituirei volentieri 🙂 Si fa caldo, ma i panni vanno comunque stesi e “tetriszati” in 3 fili in croce 😉

  7. Andare dalla psicologa - tabú del giovedì mattina dice: Rispondi

    […] mattina li passo sempre nello stesso modo. Faccio colazione in casa mia, se c’è il sole faccio una lavatrice (che poi non farò in tempo a stendere), prendo una bicicletta alle 10 e mezza e pedalo per venti […]

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