#Music4Friday – in viaggio verso Torino

in viaggio

Di nuovo reduce da una settimana che non so come ha fatto a volare via, cerco di concentrarmi nel momento, quello del #Music4Friday. Questo weekend si inaugura in modo speciale perché incontrerò di nuovo le ragazze di Viaggio da sola perché. Stavolta ci incontreremo nella loro città natale, Torino, e ne approfitteremo per far conoscere il loro bellissimo progetto durante la manifestazione Metti in Piazza la Cultura. (más…)

Non hai una casa, ne hai dieci – storie di amicizia

fra amiche e tramonti

Chissà per quale strano incantesimo, ho difficoltà a pensare a una delle mie ex-colleghe della Clinica che non abbia una storia interessante da raccontare. Un’umanità femminile e internazionale a confronto intorno a un tavolo da cucina, a un caffè o alle birre del dopo lavoro, che si racconta episodi di vita tra una forchettata e l’altra, forse come contrappeso alle storie che ci scaricano sulle spalle le pazienti al telefono.

La mia amica A. è di Rabat, ha vissuto metà della sua vita in Spagna, e ogni tanto il suo accento tradisce gli anni da studente in Andalusia. Non diresti mai che la sua lingua materna è l’arabo. È arrivata nel gruppo con i suoi occhi grandi e neri, uno sguardo dolce e i capelli corti, sbarazzini. L’ho conosciuta come una persona allegra e di compagnia, una vita di spostamenti alle spalle ma comunque serena, fino a che non è arrivata la batosta. A certi eventi della vita non ci si può preparare, tantomeno quando hai trent’anni e qualcosa, una relazione di lunga data, un nuovo lavoro e sogni di cui parli alle amiche in pausa pranzo, senza dargli troppo peso. (más…)

Italiani strana gente

italiani gente strana - la pizza

La settimana scorsa ho pubblicato sulla pagina Facebook di Trent’Anni e Qualcosa un leggero articolo di Vice.com che raccoglieva le impressioni sull’Italia da parte di persone straniere. L’articolo si intitola Un po’ di stranieri spiegano cosa li ha scioccati di più dell’Italia e della cultura italiana e va preso per quello che è: un articolo di colore che non ha la pretesa di lanciare giudizi sugli italiani, ma semplicemente di mostrare come certi aspetti della nostra cultura, per noi intoccabili, siano relativizzabili e spesso una ragione di sgranamento-occhi da parte di turisti o persone straniere che vivono nel nostro Paese. Che a volte si chiedono “ma sul serio?!?“. Esattamente nello stesso identico modo in cui lo facciamo noi quando visitiamo un paese straniero e rimaniamo interdetti di fronte a certi aspetti della cultura locale.

A riprova di quanto certe nostre abitudini possano essere considerate strane, ho a fianco a me il Guerriero, che più di una volta me le ha fatte notare.

Ecco la sua personalissima lista delle “strane abitudini italiane”: (más…)

#Music4Friday – sbadigli da un co-working assolato

co-working musica del venerdi

Sono arrivata a Genova già da una settimana, che si è incastrata nello spazio tempo e sembra non avere radici proprie. Galleggia fra quello che era Barcellona fino a otto giorni fa e questo presente fatto di balconi, alberi di limone, navi che solcano le onde, traffico di fronte al Porto Antico, scrivanie bianche del co-working.

Condivido la grande scrivania del co-working con due ragazze che stanno lanciando la loro start-up nel campo della navigazione. Parlano di barche, gite in mare, porti, isole. Genova ruota intorno al mare, lo sento vicino, molto più che a Barcellona, e non me l’aspettavo. (más…)

Non sono perfetta – io, Pollyanna e Rob Brezsny

non sono perfetta - io e pollyanna

Giovedì, giorno dell’oroscopo di Rob Brezsny, come da tradizione (ne avevo già parlato qualche post fa).
Quello di oggi recita:

Nel cinquecento gli europei esplorarono il Sudamerica alla ricerca della mitica Eldorado. La tradizione buddista parla dello Shambhala, un regno magico in cui vivono solo esseri illuminati. Nelle leggende dell’antica Grecia, l’Iperborea era un paradiso assolato dove la vita media era di mille anni e tutti erano felici. Questo è un buon momento per fantasticare sulla tua versione di un mondo utopico, Leone. Prima di tutto perché la tua fantasia è in fase di espansione. Poi perché sognare in grande sarà positivo per la tua salute fisica e mentale. E c’è un altro motivo: immaginando il più bello dei mondi possibili, mobiliterai il tuo idealismo e aumenterai la tua capacità di realizzare la miglior vita possibile nei prossimi mesi.

Rob, parliamone. Tu lo sai da anni, da quando nella notte dei tempi iniziai a leggerti dalle pagine dell’Internazionale (era il 2007? o il 2008?), che sono una sognatrice. Non so quanto sognare in grande sia stato salutare per il mio stato fisico e mentale; c’è chi direbbe che non lo è stato affatto, già che come conseguenza dei miei sogni gli ultimi anni sono stati – diciamo così – movimentati. Ma ho comunque sognato in grande, è vero.

Il fatto è che sono d’accordo con te, non riesco a smettere di essere una Pollyanna-inside e di immaginare in continuazione il più bello dei mondi possibili. Però ti dico anche che non sempre ho bisogno di pensare a una situazione migliore. La maggior parte delle volte sento che va bene anche così. Che non ho voglia di aspirare al meglio possibile, e che tutto sommato ho imparato molto di più da questi ultimi anni di imperfettitudine che da quelli in cui tutto andava “come doveva”. (más…)

Prime sensazioni post-trasloco

post-trasloco a genova

È stata una faticaccia. Svuotare la mia scatola di fiammiferi, eliminare quello che non valeva la pena portarmi dietro, regalare regalare regalare. Durante i traslochi vado alla ricerca di persone a cui regalare capi d’abbigliamento e oggetti. Le mie amiche hanno beneficiato di qualche vestito, prodotti di cura per il corpo, utensili da cucina, un porta vini, porta oggetti da parete, olio d’oliva del paesello in Sardegna, spezie e malloreddus. In più ho conosciuto Marian, impegnata in un’iniziativa solidale a favore dei rifugiati nei campi di Idomeni, in Grecia: a lei ho regalato due bustoni formato Ikea riempiti di lenzuola in pile, pigiami e pantaloni invernali.

E dopo vari viaggi al trastero piano piano la mia scatola è tornata al suo stato originale, quello in cui l’avevo conosciuta nel gennaio 2013. La mattina della partenza ho aspettato l’amica svizzera che mi ha gentilmente accompagnato all’aeroporto caricando sulle spalle uno dei due backpack, e ci siamo salutate di fronte a un panino al formaggio e un bicchiere di vermut bianco, per non dimenticare le nostre tradizioni. (más…)

Scorrere l’inventario

barcellona dall alto

Domani una delle impiegate dell’agenzia verrà a fare il check-out dell’appartamento, per controllare che tutto sia più o meno a posto e non abbia distrutto la mia scatola di fiammiferi in questi tre anni e qualcosa di vita in Barceloneta. Scorrere l’inventario di un appartamento attiva il momento flashback, per ogni piccolo dettaglio.

L’inventario dice tre tazzine da caffè con quattro piattini. Ma di tazzine ne sono rimaste due, perché una mi è caduta in un giorno in cui avevo le mani di ricotta.
L’inventario dice due pentole in acciaio, ma ne è rimasta solo una, perché mia madre ha buttato l’altra durante una delle sue visite. Non poteva sopportare che sua figlia avesse in cucina una pentola con il fondo bruciato – anche se non la usavo. Quindi me ne regalò una più bella, rossa e con il coperchio di vetro.
L’inventario dice sei piatti neri di ogni tipologia, e mi stupisco di fronte al miracolo di essere riuscita a mantenerli tutti salvi. E a quante colazioni e cene in compagnia hanno visto, o pranzi in perfetta solitaria tranquillità di fronte a una delle mie serie preferite. (más…)

Scene da un trasloco a Barcellona

scene da un trasloco

Per una settimana circa la mia scatola di fiammiferi è rimasta in balia degli scatoloni. O tu o noi, sembravano dirmi ogni mattina al risveglio. A far loro compagnia, due backpack da 22 litri che stanno in piedi da soli dopo aver mangiato i miei vestiti primaverili e quelli che il Guerriero aveva lasciato nel mio armadio. Di nuovo degli scatoloni, anche se stavolta riempiti con animo diverso, senza lacrime di separazione – ecco, forse solo qualche mio luccicone all’idea di lasciare Barcellona. Avevo già raccontato quanto per me sia difficile lasciare…eppure dietro di me ho una lista di “lasciati” che si allunga sempre di più. Case, lavoro, persone. È masochismo? O è la necessità di cambiamento che la vince su tutto? (más…)

Vento d’estate – #music4friday

vento d'estate

Entra un vento d’estate dalla finestra. La spiaggia è in fermento, lo sento pur stando seduta qui, con il mio fedele mac-blu poggiato sulla mini scrivania Ikea. Sono le prime urla dei bambini che giocano sul bagnasciuga, l’entusiasmo degli adolescenti in gita scolastica, i primi cerveza-beer-amigo della stagione in Barceloneta. Sento tutto da questo quarto piano, mentre digito svogliatamente le linee finali di un articolo su come organizzare un viaggio di nozze in un’isola tropicale. Sì, il mio entusiasmo per questo tipo di argomenti è pari a zero, ma mi pagano per farlo e ci posso passare sopra. Mi viene da pensare alle persone che leggeranno questo articolo. Se sapessero che stanno leggendo le parole di una trentenne divorziata a cui è rimasto ben poco idillio nei confronti del matrimonio, rimarrebbero delusi?
Cerco di far fluire i pensieri, lasciarli andare con il fiume, come il Guerriero spesso mi consiglia. Funziona, soprattutto se ci metto sopra una musica che mi distrae (ma solo dopo aver chiuso l’articolo, ché non so scrivere per lavoro quando canta qualcun altro). (más…)

Alla ricerca del tesoro: trovare casa a Barcellona

trovare casa in affitto a barcellona

Dopo il post in cui parlavo del fatto che lascerò presto Barcellona, ho ricevuto molti messaggi che chiedevano informazioni sulla mia scatola di fiammiferi: che fine farà? La abbandono completamente? La voglio subaffittare?
Inizialmente avevo pensato a questa seconda opzione, il pensiero di lasciare il mio appartamento mi scombussolava tanto che mi ero illusa di voler mantenere questo filo con Barcellona e di non rescindere totalmente il mio contratto d’affitto. Ma poi mi sono detta che non ne valeva la pena. Trovare casa a Barcellona non è facile, per molti motivi che spiegherò qui di seguito, e uno fra i tanti lo anticipo subito: le caparre sono care. Questo vuol dire che subaffittare un appartamento, anche se a una persona di fiducia, vuole dire correre il rischio che -in mia assenza- qualcosa vada storto e che io debba rispondere dei danni.

No grazie, il pensiero di lasciare Barcellona già mi ansia da solo, senza bisogno di aggiungere ulteriori pensieri. Quindi, lascio. La mia scatola di fiammiferi sarà presto libera.
La mia agenzia non ha tardato a comunicarmi che va bene e che ci vedremo il giorno del check-out (con consultazione certosina dell’inventario per valutare eventuali danni).
Dietro mia precisa domanda, l’agenzia non ha esitato a farmi sapere che il mio affitto mensile verrà incrementato di nientemeno che 150 € al mese. Sticazzi! ho pensato, gli affitti a Barcellona stanno di nuovo lievitando.

Questo post allora nasce dall’esperienza dei miei tre anni e mezzo di vita qui e dalle considerazioni dei giorni post-disdetta del mio affitto.

[Premessa: parlo di affitto di appartamenti tutti per voi, non in condivisione.] (más…)

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